GP di San Marino 2013: Lorenzo stratega batte Marquez, Rossi ancora 4°

Jorge Lorenzo vince il GP di San Marino e con questo successo riesce a mantenere aperta la lotta per il titolo. La vittoria è arrivata grazie alla grande determinazione del campione del mondo che è riuscito ad attuare la miglior strategia immaginabile: partire forte e mettere abbastanza margine sugli inseguitori per poter gestire le fasi finali. Insomma, dopo la bagarre di Silverstone, Jorge voleva una gara da amministrare in solitario ed è riuscito nel suo intento.

Il leader del mondiale, Marc Marquez, conclude grazie a una fantastica rimonta che ancora una volta mette in luce il talento puro del pilota spagnolo. Nuovamente alle sue spalle il compagno di team Pedrosa, che chiude in terza posizione dopo aver battagliato a lungo con il giovane connazionale. Più staccato Valentino Rossi, 4° per la quarta volta consecutiva. Tutti, lui in primis, si aspettavano una prestazione migliore, considerando il buon tempo in qualifica e il circuito di casa.

La Gara

Al via Lorenzo mette subito il turbo, seguito dallo “specialista” Pedrosa che dalla quarta piazza gli si infila subito alle spalle. Entrambi si lasciano dietro Marquez che a sua volta è tallonato da Rossi. Il 93 della Honda non ci sta e al 5° giro tenta un sorpasso spregiudicato su Pedrosa ma finisce lungo e si fa sfilare anche da Rossi. Questo azzardo denota ancora una volta la disinvoltura con la quale il giovane fenomeno spagnolo affronta situazioni ad altissima tensione, senza fare calcoli ma pensando unicamente alla vittoria. Proprio con questo spirito, subito dopo l’errore, dà il via una vera e propria dimostrazione di forza, conducendo una rimonta straordinaria che passa prima da Rossi e poi da Pedrosa.

Il sorpasso sul pilota di Tavullia è da manuale e strappa qualche applauso anche dai tifosi del Dottore. Per Valentino non c’è altro che la resa e infatti in pochi giri Marc ha già nel mirino Pedrosa che viene superato senza troppi complimenti al 18° giro. Questa volta il compagno di team è combattivo e fa di tutto per non mollare il secondo posto che riesce a riprendersi solo per poche curve, prima che Marquez lo passi definitivamente.

Là davanti, intanto, Lorenzo conduce solitario, sempre in testa dal primo giro mentre quelli dietro si ostacolano. E’ quasi beffardo quando saluta il pubblico prima ancora di aver tagliato il traguardo, consapevole di aver svolto una gara perfetta.

Rossi finisce quarto e questa volta la delusione è inevitabilmente più intensa perché pareva ci fossero tutte le carte in regola per tirare fuori una bella prestazione. Nonostante il supporto del pubblico di casa e il cambio seamless, di cui si era detto molto soddisfatto, Valentino non è mai apparso competitivo ma anzi, è apparso impotente di fronte alle Honda mentre Lorenzo, con la stessa moto, dominava la gara. Per il Dottore la testa non può che essere già alla prossima stagione che rappresenta per lui una sorta di banco di prova per stabilire se potrai mai tornare a essere il pilota vincente dell’era pre-Ducati.

Proprio la casa di Borgo Panigale è l’altra protagonista in negativo: dall’addio di Stoner nel 2010 la Ducati non ha più saputo essere competitiva e oggi il divario rispetto alle giapponesi era imbarazzante, con Dovizioso (7°) che prendeva due secondi al giro dai primi. Alle spalle dell’italiano si è piazzato il compagno di team Hayden, seguito dall’altro ducatista, Michele Pirro, che ha fatto comunque un’ottima prova considerando che ha tenuto testa ai piloti ufficiali, guidando una moto clienti.

Con questa vittoria Lorenzo riapre il Mondiale e lancia un forte segnale a Marquez, non solo battuto due volte consecutivamente ma soprattutto sconfitto in due modi diversi: a Silverstone di forza, con il sorpasso a poche curve dal termine; oggi a Misano di intelligenza, con una gara senza sbavature, in cui il primo posto del numero 99 non è mai stato messo in pericolo. Un segnale che sembra essere un avvertimento al leader della classifica: “Caro Marc, ricordati che ti posso battere come voglio”. D’altronde Lorenzo sa che recuperare 34 punti in sole cinque gare non è per niente facile e quindi non può contare solo sulle sue prestazioni ma deve cercare di mettere pressione a Marc, sperando in un suo errore.

Di seguito i risultati ufficiali:

1 25 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 161.0 44’05.522
2 20 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 160.8 +3.379
3 16 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 160.5 +7.368
4 13 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha Factory Racing Yamaha 160.1 +15.062
5 11 6 Stefan BRADL GER LCR Honda MotoGP Honda 159.6 +22.355
6 10 35 Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 159.6 +22.599
7 9 19 Alvaro BAUTISTA SPA GO&FUN Honda Gresini Honda 159.1 +31.059
8 8 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 158.4 +42.702
9 7 69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 158.3 +44.858
10 6 51 Michele PIRRO ITA Ignite Pramac Racing Ducati 158.1 +47.818
11 5 38 Bradley SMITH GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 158.1 +48.011
12 4 5 Colin EDWARDS USA NGM Mobile Forward Kawasaki 157.2 +1’03.154
13 3 41 Aleix ESPARGARO SPA Power Electronics Aspar ART 157.0 +1’07.600
14 2 7 Hiroshi AOYAMA JPN Avintia Blusens FTR 156.5 +1’15.528
15 1 9 Danilo PETRUCCI ITA Came IodaRacing Suter 156.4 +1’17.907
16 71 Claudio CORTI ITA NGM Mobile Forward Kawasaki 155.7 +1’29.655
17 14 Randy DE PUNIET FRA Power Electronics Aspar ART 155.4 +1’33.990
18 70 Michael LAVERTY GBR Paul Bird Motorsport PBM 155.3 +1’36.860
Non classificato
67 Bryan STARING AUS GO&FUN Honda Gresini FTR Honda 153.8 4 Giri
8 Hector BARBERA SPA Avintia Blusens FTR 155.6 7 Giri
68 Yonny HERNANDEZ COL Paul Bird Motorsport ART 153.7 19 Giri
17 Karel ABRAHAM CZE Cardion AB Motoracing ART 152.2 21 Giri
29 Andrea IANNONE ITA Energy T.I. Pramac Ducati 155.6 25 Giri
52 Lukas PESEK CZE Came IodaRacing Project Suter 148.0 25 Giri

Il prossimo appuntamento è tra due settimane per il GP di Aragon.

[Foto di motogp.com]

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