Grillo chiude a Renzi: “Noi coerenti, tu uomo delle banche”

Grillo sbatte la porta in faccia a Renzi. È durato meno di quindici minuti il tanto atteso faccia a faccia tra i due, conclusosi con il netto rifiuto del leader del Movimento Cinque Stelle a qualsiasi dialogo con il segretario democratico.

Avrebbe dovuto essere un confronto aperto sui contenuti, ma di fatto Renzi non ha nemmeno avuto il tempo di presentare le sue proposte. Il comico l’ha subito interrotto accusandolo di essere un uomo delle banche e dei poteri forti. «Sei giovane ma è come se fossi vecchio – ha detto – qualsiasi cosa dici non sei credibile per quello che rappresenti. Noi facciamo errori ma siamo coerenti». L’ormai ex sindaco di Firenze ha provato a rilanciare sul superamento di province, senato e titolo quinto, ma ha di nuovo avuto una risposta negativa. Dopo una rapida stretta di mano, i Cinque Stelle hanno lasciato la stanza.

All’uscita Grillo ha attaccato i giornalisti: «Voi siete parte di questo problema, siamo al settantesimo posto per la libertà di stampa ed è anche colpa vostra. Se non cambiamo l’informazione non cambiamo il Paese». Poi ha spiegato i motivi del suo no a Renzi: «A me non interessa trattare con i rappresentanti di un sistema che va eliminato. Hanno regalato miliardi alle banche, noi diciamo parolacce e sbagliamo ma almeno siamo onesti». Il leader del Movimento, ha evitato risposte dirette a tutte le domande e ha insistito sulla necessità di «azzerare questa classe politica», perché «questa è una guerra: o vinciamo noi, o andiamo a casa. È finito il tempo delle coalizioni e delle alleanze».

Dopo di lui ha parlato anche Renzi, che ha sottolineato come tutte le forze politiche incontrate si siano rese conto «della drammaticità della situazione ma anche della possibilità di uscirne», e si è detto nel complesso soddisfatto dell’andamento dei colloqui. Quindi ha dettato l’agenda: questa sera vedrà Napolitano per informarlo sugli esiti delle consultazioni e domani elaborerà il programma. L’obiettivo dell’ex Rottamatore è di arrivare al semestre europeo con un pacchetto di riforme già realizzate, per “cambiare tutti insieme il modo di percepire l’Europa e le sue istituzioni”. Sabato, salvo imprevisti, scioglierà la riserva e da lunedì sarà al lavoro in aula. Interpellato su Grillo, Renzi ha commentato: «Mi dispiace davvero per chi ha votato per lui. Vedevo le facce imbarazzate dei suoi accanto. Non ha accettato il dialogo, è scappato, ha avuto paura e non ha rispettato la volontà dei suoi elettori che gli avevano chiesto di venir qui a discutere dei contenuti. Ma noi cambieremo l’Italia anche per loro».

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