Beppe Grillo torna a sparare su tutto e su tutti dalle righe del suo blog. Per rispondere alla bomba lanciata dal presidente Matteo Renzi al Consiglio dei Ministri di mercoledì, infatti, eccone una ancora più pesante: un crudele fotomontaggio in cui il premier, di fianco ad un Silvio Berlusconi acconciato nella stessa maniera, ammicca da sotto un elmetto militare uguale a quello che, nella foto vicina, indossa Benito Mussolini.

Grillo:

Grillo parla di “dittatura democratica”, di una «lunga marcia iniziata con l’esproprio dei diritti costituzionali dei cittadini, con la continua delegittimazione di fatto della Costituzione», riferendosi all’abuso dei decreti legge ed alla reintroduzione del Porcellum. Curioso, d’altra parte, che a lanciare l’accusa di fascismo sia il leader di un movimento su cui tutti gli occhi sono puntati per via di espulsioni, che destano sempre più perplessità, quando non direttamente aperta condanna.

È il caso della senatrice Serenella Fucksia, la quale dovrà essere sottoposta al giudizio del guru Cinque Stelle Gianroberto Casaleggio dopo essere stata sfiduciata dal suo meet up di Fabriano. «Non temo l’espulsione – afferma Fucksia, – Il Movimento ha altro a cui pensare e Casaleggio è troppo intelligente per occuparsi di queste cose». Evidentemente però non la pensano allo stesso modo i suoi colleghi, dal momento che Casaleggio si è risolto per convocare la rea proprio su pressione dei senatori pentastellati.

La colpa della senatrice sarebbe di non aver rendicontato alcune spese e di aver dissentito sulle recenti espulsioni. «Ho la sensazione che dietro la sfiducia ci sia la mano di un suo collaboratore: le frasi del loro documento sono identiche a un sms che lui mi aveva inviato» spiega Fucksia. I suoi colleghi dunque sono per l’espulsione, mentre già alcuni dissidenti cominciano ad attaccare: «sembra di essere tornati alla Santa Inquisizione. A processarla verrà addirittura Torquemada in persona» commenta un senatore che preferisce restare anonimo.

Casaleggio non ha lasciato trapelare le sue intenzioni, salvo il fatto che non terrà «alcun processo per la Fucksia. Ascolterò quello che vuole dirmi». D’altra parte, i leader Cinque Stelle non ci tengono neanche ad ingrossare le file dei dissidenti, visto e considerato che si mormora di un nuovo gruppo composto proprio da questi ultimi. Il cuore della proposta è il senatore siciliano Francesco Campanella, anche se il progetto non è di certo a breve termine. Tuttavia, come spiega Campanella, che «c’è una parte che sta abbandonando Grillo. Credo che la creazione di un nuovo movimento potrà aiutare anche a cambiare il M5S». La prospettiva potrebbe dare non poche preoccupazioni ai due leader, che si reggono unicamente sul dissenso e la delusione degli elettori.

«Non ci interessa assolutamente. Possono fare quel che vogliono, è una loro scelta. Noi saremmo in difficoltà se l’opinione pubblica non ci segue e non per un nuovo gruppo» dichiara tuttavia Casaleggio all’Ansa. Tentativo di salvarsi in extremis o meno, la minaccia più grave per il MoVimento dunque è che qualcuno possa far tornare nella gente la fiducia nella politica. E Renzi non scherza.

[Credits foto: lindipendenza.com / beppegrillo.it]