Gubbio-Barletta, che arbitraggio: giocatore espulso resta in campo

Ieri pomeriggio, allo stadio Pietro Barbetti in Gubbio, i padroni di casa hanno ospitato il Barletta, in una partita valida per il campionato di Prima Divisione. Ma quello che all’apparenza sembrava un incontro come un altro, in realtà si è rivelato essere un match ai limiti dell’inverosimile.

Al 13′ del primo tempo, quando il match era ancora bloccato sullo 0-0, la partita cambia del tutto per colpa dell’arbitro: viene espulso Moroni per un fallo inesistente e, dopo 30 secondi, c’è il cartellino rosso anche per Longobardi.
Il Gubbio resta dunque in 9 al quindicesimo minuto, ma la partita non si sblocca e gli ospiti non riescono a passare. Ma se la doppia espulsione (immotivata) sembra un paradosso, il meglio deve ancora venire.

Al 43′ del secondo tempo i pugliesi passano in vantaggio: Gubbio 0-1 Barletta.
Il lunghissimo recupero assegnato dalla terna arbitrale si rivelerà fatale: Laezza, giocatore del Gubbio, viene espulso lasciando la squadra in 8. Il giocatore si avvia verso lo spogliatoio, ma poi ci ripensa e rientra in campo. Né l’arbitro, né gli assistenti si accorgono di nulla, e Laezza gioca gli ultimi minuti (salvando anche il risultato) pur essendo espulso.

Finisce il match, vince il Barletta. Ma iniziano le polemiche, soprattutto da parte del club umbro che, infuriato, annuncia ricorso.
Se, da una parte, l’arbitraggio non è stato all’altezza di un campionato professionistico, dall’altra bisogna ammettere che l’atteggiamento di Laezza è stato davvero scorretto: pur sapendo di essere espulso è rientrato in campo, contro ogni tipo di sportività.

Non sappiamo se il match verrà rigiocato o meno, ma di certo suona strano che a fare ricorso sia il Gubbio: è uno dei tesserati della squadra umbra ad essere rientrato in campo nonostante l’espulsione e, come detto, è stato un gesto disonesto e da evitare. Forse sarebbe stato meglio se le due società avessero smorzato i toni, visto che le colpe non sono unicamente dell’arbitro.

In questi casi, secondo il regolamento, è ammesso l’errore “tecnico”, che però deve essere ammesso dall’arbitro. Durante la partita di ieri, secondo indiscrezioni, i guardialinee avrebbero avvisato l’arbitro che però ha fatto proseguire il giallo: il giudice sportivo dovrà fare chiarezza.

Episodi simili non sono nuovi al mondo del calcio. Lo sa bene Graham Poll, l’arbitro che nei mondiali del 2006 ammonì per ben 3 volte il Croato Simunic, durante Australia-Croazia. La partita non fu ripetuta, ma ci furono polemiche a non finire e il mondiale finì lì per l’arbitro.

E’ evidente che quella di ieri non è stata una buona giornata per la Lega Pro, se si considera la sceneggiata messa in atto dai calciatori della Nocerina, per le presunte minacce subite dai tifosi.

Foto: gazzetta.it

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