@HistoryInPics, il segreto del successo sui social per due giovanissimi

Due ragazzi, un diciassettenne e un diciannovenne conosciutisi grazie alla loro passione per Internet. Un progetto da quasi un milione di followers su Twitter. È @HistoryInPics, un account gestito da Xavier Di Petta e Kyle Cameron.

I due seguono insieme da quattro anni alcuni progetti sui social network, guadagnando grazie alle pubblicità. L’account di HistoryInPics in particolare pubblica foto storiche con una breve descrizione, sono foto di altri autori, dei quali spesso i ragazzi non pubblicano il nome e ignorano il diritto d’autore. “La maggior parte delle immagini sono di pubblico dominio” si è difeso Di Petta in un’intervista con Alexis Madrigal, del giornale americano The Atlantic. “Secondo me a chiunque fa piacere che una propria foto sia vista da tante persone”, ha a suo modo spiegato il diciassettenne. Per di più i due ragazzi alle volte non riescono a risalire agli autori delle foto e non sanno a chi rivolgersi per chiedere un’autorizzazione. La loro giustificazione sta nel fatto che la loro logica è quella dei maggiori social network come Pinterest, che condivide immagini protette dal diritto d’autore.

Bando alle critiche i due giovanissimi hanno avuto un’idea che sta ottenendo risultati più che positivi, con i suoi 975.000 followers: considerando che in media un tweet di HistoryInPics viene ritwittato più di 1.600 volte e aggiunto ai preferiti 1.800 volte, si può facilmente comprendere che i due fanno invidia anche agli account più celebri, come BuzzFeed, che addirittura non raggiunge quasi mai i 100 retweet.

Qual è la particolarità di @HistoryInPics rispetto agli altri account? Semplice, non compaiono i nomi dei due creatori, che tra l’altro non usano l’account per pubblicizzare siti internet o altri progetti. Un altro progetto che i due hanno portato alla ribalta e che spesso si intreccia con l’altro, è @EarthPix, che conta gli stessi numeri da capogiro. Il loro segreto? Utilizzare i loro account già ampiamente seguiti per promuoverne di nuovi.

Certo è una buona strada questa, ma non tutti, creando account e pagine sui social, riescono a raggiungere certi risultati. Avranno forse capito ciò che gli utenti cercano sul web?

[In copertina: Ronald Reagan “punching” Muhammad Ali at his visit to the White House, 1983]

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