I giovani vogliono un lavoro sul web. E fu così che scomparì l’artigianato

La Confartigianato ha stimato che nei prossimi dieci anni figure come artigiani della lavorazione del legno, cuoio e tessuti, operai nella stampa e tipografia, ma anche calzolai, sarte, idraulici o tappezzieri si estingueranno. La lista dei lavori a rischio è lunga e si tratta di un nuovo colpo al mercato del lavoro, in particolare si focalizza sull’artigianato, già provato negli ultimi tempi.

I lavori che nessuno vuole fare

Alcuni mestieri in Italia scompaiono perché non più adeguati ai nostri giorni, altri si estinguono perché non trasmessi alle future generazioni. Ma nella maggior parte dei casi, il forte calo è dovuto alle aspettative dei giovani, le loro ambizioni ed alte aspettative fanno sì che i lavori manuali cadano in disuso. Oggi quindi più che mai è forte il rischio che l’antico sapere dell’artigianato italiano vada perduto definitivamente.
Queste professioni con alla base creatività, innovazione o produzione diverranno appannaggio dei tempi passati, ma il futuro imminente ci riserva delle sorprese con la richiesta di lavori di nuova matrice.

Il futuro lavorativo

Oggi il mercato del lavoro punta sulla gestione della comunità virtuale e quindi di blog, siti e forum, e di professioni focalizzate sul web come il web creator, web manager e designer, oltre che di figure che si focalizzano sull’ecologia, nella produzione “green” e nel riciclaggio. 
Per quanto riguarda le professioni più tradizionali, l’osservatorio europeo evidenzia che i mestieri più richiesti sono quelli dei servizi alla persona e nell’ambito della sanità, sviluppatori di software, analisti, supervisori di produzione e insegnanti per studenti appartenenti alle prime fasce di età.

In particolare la mancanza di posizioni da colmare è data da un insufficiente numero d’infermieri e ostetrici con formazione, il numero di personale attualmente disponibile non sarà in grado di esaudire la richiesta. Inoltre sono anche in espansione lavori di carattere medico-sanitario come dentisti, fisioterapisti, farmacisti e tecnici medici.

La situazione nel bel paese resta comunque drammatica anche con il nuovo flusso di figure richieste, infatti secondo uno studio di Unioncamere per quest’anno si prospettano 750 mila nuovi posti disponibili, ma contemporaneamente oltre un milione di contratti termineranno, insomma non ci sarà lavoro per tutti e rispetto al 2012 la situazione sembra essere ancora più nera.

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