I socialdemocratici tedeschi chiedono il salario minimo garantito

Introdurre il salario minimo garantito è la nuova battaglia dei socialdemocratici tedeschi (Spd), secondo i quali stabilire una retribuzione minima sarebbe una strategia utile al sostegno dell’economia e al sostegno dell’occupazione nazionale, ma anche europea qualora venisse adottata da tutti i paesi dell’eurozona.

La proposta di Sigmar Gabriel, leader del Spd, di introdurre il salario minino è iniziata sin dalla campagna elettorale dei mesi scorsi. Secondo il leader, 8,50 euro lordi dovrebbe essere la minima retribuzione per tutte le categorie di lavoratori, cifra condivisa anche dai sindacati e richiesta necessaria per la partecipazione all’esecutivo del governo di Angela Merkel.

Il dibattito non è solo sull’introduzione del salario minimo garantito ma anche su quale sia il valore giusto da stabilire. Gli 8,50 euro lordi proposti dal Spd sono una media degli stipendi che percepiscono i lavoratori delle nazioni in cui il salario minimo è già stato introdotto: in USA e Gran Bretagna la paga è inferiore agli 8,50 euro mentre in Francia e in Svizzera è superiore.

La Germania sembra essere l’unica nazione europea ancora economicamente forte e danneggiata solo in parte dalla crisi economica mondiale, e i dati testimoniano che negli ultimi quattro anni il valore della disoccupazione tedesca è al minimo storico. Ma non bisogna dimenticare l’altra faccia della medaglia: la bassa percentuale di disoccupati tedeschi va di pari passo alla percentuale in crescita di impieghi con salari che non riescono a garantire ai lavoratori la minima sussistenza. E si stima siano ben 1,7 milioni di lavoratori che percepiscono salari ben al di sotto dei minimi proposti dal Spd.

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