Ibra e la Champions: qualcosa è cambiato?

Alzi la mano chi non ha mai detto: “Eh, Ibra fa vincere gli scudetti, ma in Champions… ”. Difficilmente ci sarà qualcuno che non ha mai pronunciato questa fatidica frase e in effetti c’erano tutte le ragioni per manifestarlo. Quando lo svedese militava nella Juventus, nell’Inter, Barcellona e Milan si è spesso rivelato un valore aggiunto nei campionati nazionali ma puntualmente spariva negli appuntamenti europei o meglio segnava soltanto nei gironi preliminari, troppo poco per uno che si chiama Zlatan Ibrahimovic.

Anche l’anno scorso Ibra aveva brillato in Champions: agli ottavi di finale, rifilando una doppietta al Valencia e ai quarti segnando al suo ex Barcellona. Rete che si rivelò inutile perché furono i blaugrana a passare il turno. Ieri con una doppietta ha messo in ginocchio il Bayer Leverkusen, lo 0-4 conseguito in terra tedesca consente a Ibra e compagni di pensare già ai quarti. La squadra di Laurent Blanc, dopo la solita campagna acquisti faraonica, è una delle serie pretendenti alla vittoria finale e il fuoriclasse svedese vuole raggiungere la sua prima finale nella massima competizione europea.

Zlatan è così paragonabile al vino, più invecchia, più diventa buono. Nell’attuale Champions ha realizzato già dieci reti in sei partite, una media impressionante: un gol ogni 54 minuti! Se le squadre italiane(soprattutto Juventus e Inter) avessero avuto un’Ibra così nel loro cammino di Champions di qualche tempo fa, sarebbero stati dolori per le altre potenze europee ma come detto in precedenza, Zlatan praticamente scompariva dal campo lasciando così le loro squadre in balia di avversari neanche così forti: le rivali all’epoca erano Arsenal, Liverpool, Valencia, non certo Real o Barcellona.

Quei tempi adesso sembrano lontani anni luce e Ibra ha voglia di raggiungere obiettivi straordinari: la Champions League e il pallone d’oro, trofei che mancano ancora nella bacheca di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi.

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