Il bonus lavoro per assumere giovani si è rivelato un flop

Il bonus per incentivare le aziende ad assumere giovani fra i 18 e 29 anni è stato un flop. A proporre l’aiuto economico per le imprese era stato il ministro del Lavoro Enrico Giovannini il 26 giugno scorso e prospettava una grossa affluenza fra i futuri richiedenti, al punto da effettuare addirittura un rifinanziamento.

La realtà si è rivelata diversa dalle aspettative. Le imprese che hanno richiesto il bonus sono oggi in totale 13.770 di cui confermate all’Inps solo 9.284. Questi dati rappresentano un risultato molto inferiore rispetto alle attese. Nello specifico, lo Stato italiano si adoperava per rendere disponibili 794 milioni nel periodo 2013-2016, 148 milioni per il 2013, utili per 18-20 mila assunzioni, un numero maggiore delle richieste effettivamente pervenute.

Il bonus lavoro è nato come aiuto alle imprese per incentivarle nell’assunzione a tempo indeterminato o comunque per lunghi periodi di giovani senza lavoro. I possibili candidati erano ragazzi fra i 18 e 29 anni senza un occupazione da almeno sei mesi, senza un diploma di scuola media superiore o single con almeno una persona a carico. L’incentivo in questione era di 650 euro al mese per 18 mesi per le imprese che assumevano a tempo indeterminato o per 12 mesi e che poi rinnovavano alla scadenza.

Un grosso aiuto sia per le imprese che per i giovani disoccupati, con un occhio di riguardo per le zone più in difficoltà, come il Mezzogiorno. Purtroppo le previsioni del Ministero non si sono rivelate corrette perché le aziende non assumono se non hanno lavoro, a prescindere da qualsiasi aiuto economico possano ricevere. Inoltre, superato un certo numero di dipendenti, le regole in materia dei rapporti sindacali diventano più severe e le imprese non vogliono avere questo tipo di problemi. Questo è il pensiero di Paolo Agnelli presidente di Confimi, associazione delle piccole imprese.

La maggior parte delle imprese iscritte e confermate, più di 8 mila, si erano registrate per ricevere il bonus su delle assunzioni fatte prima del Clic day, ovvero il giorno iniziale dal quale avveniva l’iscrizione all’Inps per ricevere il bonus lavoro. Il dato fa riflettere e conferma la tesi che il bonus sia stato un flop: queste imprese avrebbero comunque assunto a prescindere dall’aiuto economico, mettendo in dubbio l’utilità dello stesso.

Ulteriore conferma dell’insuccesso arriva dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro che afferma come nel Mezzogiorno sia in crisi anche il lavoro sommerso. L’unica via vincente fra tante poco concludenti è data dalle politiche attive del lavoro, ovvero formazione, apprendistato e tutto ciò che metta in collegamento il lavoro con la scuola, fornendo un’esperienza in più al futuro, si spera, lavoratore.

Sabrina Mancin per Bloglive

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