Il deputato grillino Sorial: “Napolitano un boia”. Il M5S si divide

Il presidente della Repubblica è “un boia che ha messo una tagliola all’opposizione, perché sta avallando una serie di azioni per cucirci la bocca. La messa in stato di accusa è una cosa che vedrete presto“. A dirlo è stato il deputato del M5S Giorgio Sorial, durante un intervento alla Camera, nel quale, peraltro, annunciava una lettera al capo dello Stato per denunciare la violazione della legge e dei regolamenti sull’approvazione di decreti.

Il primo effetto delle dichiarazioni di Sorial è stato quello di spaccare in due la base del M5S. La componente più “estremista” ha applaudito alle esternazioni del deputato, denunciando anzi l’ipocrisia di chi lo ha attaccato, mentre quella più “moderata” è rimasta attonita nell’ascoltarle, in quanto quelle parole presterebbero il fianco alla cosiddetta informazione di regime , pronta a puntare l’attenzione esclusivamente sulla polemica, evitando così di entrare nel merito della denuncia del movimento su alcune presunte irregolarità finalizzate a limitare l’opposizione al governo Letta.

A giudicare dal tono delle dichiarazioni che l’intervento di Sorial ha provocato, è difficile dare torto ai grillini “moderati”. Infatti, tutti i deputati del PD hanno abbandonato subito l’aula, quando Sorial ha dato del boia a Napolitano, scatenando un applauso polemico tra i banchi del M5S.

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha espresso “piena solidarietà al Presidente Napolitano. Contro di lui insulti inaccettabili e volgari, estranei ad un confronto civile“.

Su Facebook Matteo Renzi, da tempo a caccia dei voti dei potenziali delusi del M5S, ha rincarato la dose: “Un deputato del M5S ha offeso il Presidente della Repubblica dandogli del boia. È un atteggiamento insopportabile e una forma di stupidità, prima ancora che di violenza verbale, che non ha eguali nella storia repubblicana. La solidarietà a Napolitano, innanzitutto, ma anche un appello ai tanti deputati e senatori per bene del movimento di Grillo. Non permettete che i toni assurdi di una parte dei vostri colleghi squalifichino il vostro lavoro. Che vi taglino fuori dalle riforme, come pure sta accadendo. Che vi impediscano di lavorare per il bene dell’Italia. Per uno che urla e sbraita, ci sono cinque, sette, dieci che in silenzio lavorano, e spesso lavorano bene. Perché continuare a tenere il Movimento 5 Stelle ostaggio di chi insulta e non provare finalmente a cambiare le cose?“.

Il Ncd, tramite il presidente dei circoli Giuseppe Esposito, ha invocato apertamente il reato di vilipendio del Capo dello Stato: “Le inaccettabili espressioni usate nei confronti del Presidente Giorgio Napolitano da parte dei deputati del M5S confermano il doloroso imbarbarimento del linguaggio politico, una grave decadenza di quel senso istituzionale che ormai va totalmente perdendosi. Sorial voleva forse prendersi un minuto di celebrità scimmiottando le effervescenze lessicali del suo guru Beppe Grillo. Descrivere il Presidente della Repubblica come un ‘boia’, trascende ogni diritto di critica e di espressione, è un oltraggio inammissibile che richiederebbe l’apertura di un procedimento per vilipendio al Capo dello Stato“.

A chiedere sanzioni è anche il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta: “Il deputato del Movimento 5 Stelle, Giorgio Sorial, autore di questo intollerabile e inaccettabile insulto ha dimostrato tutta la sua ignoranza politica. Nel dibattito, anche aspro, è possibile criticare chiunque, anche il Capo dello Stato, ma non si deve mai oltrepassare la soglia del consentito e del lecito. Limite di buon senso che il collega ha clamorosamente superato. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, valuti eventuali provvedimenti in merito“.

Scelta Civica, tramite il proprio portavoce, Benedetto della Vedova, ha fatto sapere che “definire il Capo dello Stato ‘boia’ dei diritti democratici delle opposizioni dà la misura esatta della qualità morale di certa anti-politica grillina. È fin troppo semplice ricordare come nella storia italiana in altri casi alla violenza delle parole sia seguita la violenza dei gesti. Il Presidente della Repubblica non ha neppure bisogno di essere difeso da accuse così squallide. È la democrazia italiana a dovere essere difesa dal degrado civile, che dichiarazioni di questo tipo rendono clamorosamente manifesto“.

A difendere il collega Sorial è stato Manlio Di Stefano: “Di cosa dovrebbe scusarsi? Vi è parso eccessivo definire Re Giorgio Napolitano un boia? Beh vediamo di ragionarci su, un boia è colui che uccide il condannato a morte quindi Napolitano è stato accusato di aver ucciso qualcosa o qualcuno. Dunque facendo mente locale, in questi 2 mandati, il Re ha ucciso: la democrazia, la Costituzione, il popolo italiano, la giustizia“.

Per la prima volta, anche tanti sostenitori di Grillo hanno invocato quella che, un tempo, veniva chiamata la disciplina di partito. Certo, non è più tempo di rimpiangere quel metodo a metà tra la cieca obbedienza e l’ignava reticenza, che non lasciava spazio a distinguo o scarti di lato.

Nessuno ha la pretesa che i deputanti del M5S appaiano tutti ordinati come ad una parata militare, ma che almeno non sembrino porte girevoli di un albergo dove ognuno tende ad autogestirsi sarebbe la pretesa minima per un movimento che ha l’ambizione di guidare il Paese da solo. Sembra che gli elettori lo abbiano capito prima degli eletti e, al momento, l’impressione generale è che quel tesoro capitato tra le mani del M5S dopo le elezioni nazionali, Grillo e la sua arrabbiata macchina da guerra lo stiano dilapidando tutto, giorno dopo giorno, come un ingenuo ereditiere che, a furia di puntate sbagliate, finisce per giocarsi pure la faccia.

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