Il futuro del PD e dell’Italia

L’otto dicembre ci saranno le Primarie del Partito Democratico, gli elettori potranno scegliere tra Renzi, Cuperlo e Civati. Chi vincerà oltre ad essere il nuovo Segretario del Partito molto probabilmente sarà il prossimo Presidente del Consiglio. Stavolta sembra che Renzi non abbia alcun ostacolo, saprà davvero cambiare il nostro Paese? Dalla rottamazione al cambio verso, solo slogan o nuove idee per il rilancio della nostra azione politica.

“La fotografia di queste ore ci consegna l’immagine di un’Italia stanca, impaurita, rassegnata. Sembra che il nostro tempo migliore sia alle spalle e che cambiare sia uno sforzo più impossibile che difficile. Non è così. Chi crede nella politica, nel valore e nella dignità della politica, sa che non è così, non può essere così. Ci meritiamo di più. E tocca a noi cambiare verso. Dobbiamo affrontare la paura con il coraggio, la stanchezza con l’entusiasmo, la rassegnazione con la tenacia.

E dobbiamo sapere che la crisi che stiamo vivendo, crisi economica, finanziaria, occupazionale, certo, ma anche crisi di un modello di valori che va finalmente cambiato, è la più grande opportunità che noi abbiamo per restituire il futuro all’Italia. Questa crisi non va sprecata, noi non vogliamo sprecarla. È una crisi destinata a cambiare il senso di parole come benessere, lavoro, appartenenza. La sinistra vince solo quando costruisce il futuro, non quando si chiude sul presente”, afferma Matteo Renzi .

Ne ho parlato con Francesco Nicodemo, capolista a Napoli (collegio Napoli 1) per la lista di Renzi alle Primarie del PD dell’otto dicembre.

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“Il partito deve aprirsi, negli ultimi anni abbiamo perso 700.000 elettori, è necessario ricostruire la nostra comunità partendo da quella che io chiamo la buona compagnia del PD, ovvero quel di buono che abbiamo prodotto in questi anni come i sindaci, i militanti, le persone che lavorano sul territorio nelle associazioni.

La rottamazione non è un problema anagrafico, riguarda altro; la politica è un contratto a tempo determinato, bisogna occuparsi di politica per un tempo stabilito e non all’infinito.

Dopo l’otto dicembre dobbiamo riuscire a superare il berlusconismo che ha impedito alle energie migliori del nostro Paese di venire fuori”.

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