Il lato “cattivo” di Gabriel Garko, così realistico da sembrare vero

A volte si perde il labile confine tra fantasia e realtà, tra ciò che sembra e ciò che esiste. L’attore Gabriel Garko si è ritrovato vittima della sua stessa abilità recitativa, perché per il suo ruolo del perfido e spietato Nito ne “Il peccato e la vergogna “ ha subìto minacce ed aggressioni da parte di mitomani che si sono immedesimati al punto tale da trasformare nella loro mente la finzione in realtà. L’attore afferma in un’intervista al quotidiano Repubblica: “ho fatto 350 denunce totali..mantengo praticamente uno studio di avvocati”.

La serie di cui è protagonista Gabriel Garko insieme a Manuela Arcuri è in onda tutti i venerdì su Canale 5 è il seguito di quella trasmessa nel 2010/11, che parte da una storia ambientata durante la Seconda Guerra mondiale, una storia fatta di violenze fisiche e psicologiche che scatenano una serie di vicende pericolose ed emotivamente crude. Si comprende, attraverso le parole dell’attore, che i suo personaggio – Nitto – è vittima del trauma dell’abbandono da parte della madre, che sfoga con violenze su Carmen – l’Arcuri – che gli ricorda morbosamente la genitrice. Una trama degna di 50 Sfumature di Grigio.

Oggi si riprende dalla Liberazione del 1945, Carmen vuole ricostruirsi una vita accettando la gravidanza frutto della violenza del perfido Nitto, il quale con buona probabilità non rinuncerà ai suoi scopi deprecabili e da qui tutta una sequela di evoluzioni. Nel cast ritroveremo anche gli attori della passata stagione: Laura Torrisi, Francesco Testi ed Eva Grimaldi, ma non mancheranno certamente sorprese per attrarre il pubblico.

Gabriel Garko, in merito al ruolo che si è scelto da super cattivo, ha affermato di esserne molto stimolato e soddisfatto dal punto di vista della qualità della recitazione, e del mettersi in gioco ogni volta, molto più che nei panni di personaggi positivi. Che abbia affinato le sue capacità da malvagio – considerato che non è nuovo a ruoli da antagonista cattivo – nella misura in cui non sia possibile distinguere la finzione dalla realtà?
A questo interrogavo risponde lui stesso:“Mi piace fare lo spietato…ho scoperto che piace anche ai bambini, hanno capito benissimo che è solo finzione”.

[Credits photo: kataweb]

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