Il mago Silvan sul palco dell’Ariston tra gaffe e grande spettacolo

Dopo aver duettato con la Carrà, ballato con le Kessler e recitato con Franca Valeri, Luciana Littizzetto si trova a dover fronteggiare un altro tipo d’intrattenimento: quello dell’illusionismo. Tra una canzone e l’altra del Festival appare, infatti, sullo storico palco dell’Ariston, un altrettanto storico illusionista: il mago Silvan.

Prima di esibirsi il prestidigitatore si diletta in un preambolo letterario con il quale invita il pubblico a mettere da parte la razionalità e a far emergere “il fanciullino” che ognuno di noi ha dentro di sé. Silvan, però, causa forse il pesante fuso orario al quale deve essere soggetto, essendo venuto da Las Vegas, proprio per prendere parte alla quarta serata del Festival, non si è reso conto della gaffe che ha fatto, attribuendo “la poetica del fanciullino” ad Eugenio Montale anziché al suo reale autore Giovanni Pascoli.

Subito dopo, però, si è ben ripreso mettendo in scena il grande teatro per il quale è famoso in Italia e nel mondo. Il prestigiatore fa entrare la conduttrice in quella che lei definisce una “libreria dell’IKEA”. Una volta entrata, Silvan aziona una leva che mette in funzione il magico macchinario che fa rimpicciolire Lucianina, per poi farla ritornare a grandezza naturale.

Oltre alla comicità della situazione in sé, ad infarcire il tutto le battute onnipresenti della conduttrice torinese che neanche in questa occasione risparmia uno dei suoi più celebri bersagli, Renato Brunetta, dalla sua pungente satira. Luciana torna alla sua altezza originale, il pubblico applaude e il mago Silvan può tornare alla sua Las Vegas portando con sé il suo Pascoliano spirito fanciullesco.

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