Il pm Di Matteo non partecipa all’udienza di Milano

Il pm Nino Di Matteo ha dovuto alla fine rinunciare alla trasferta milanese per le deposizioni di Giovanni Brusca. Dopo le gravi minacce di Riina, il giudice ha preferito evitare di spostarsi a Milano dato che “il capo dei capi” ha fatto sapere nei giorni scorsi che tutto sarebbe pronto per l’attentato contro di lui.

L’appuntamento è conosciuto già da diverso tempo, trattandosi di un’udienza chiave nel processo sulla trattativa, quindi ci sarebbero tutte le possibilità di mettere in atto il proposito stragista annunciato dalla “belva”.

Il livello di protezione per il pm Di Matteo è considerato di grado 1, cioè eccezionale. Sarebbe stato anche proposto al magistrato di usare un Lince, un mezzo blindato leggero, per gli spostamenti a Palermo. Proposta a cui avrebbe risposto, secondo quanto riportato sul Corriere della Sera: “No, non se ne parla. Non posso andare in giro per Palermo, in un centro abitato, con un carro armato. Non chiedetemelo“.

All’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia, oltre al procuratore aggiunto Vittorio Teresi e agli altri due pm, Del Bene e Tartaglia, c’è stato il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, che ha dichiarato: “Avevo deciso da tempo di partecipare, considerata l’importanza dell’interrogatorio, ma davanti a questi dichiarati propositi di Riina se la mia presenza è letta come prova di appoggio a Di Matteo ne sono lieto“.

Fuori dall’aula bunker di Milano si è svolta una manifestazione di solidarietà al pm. I manifestanti esibivano uno striscione che diceva “Milano sta con Di Matteo”. È stata inoltre inviata una lettera di solidarietà a Di Matteo e a tutto il pool di magistrati che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Per testimoniare la vicinanza di molti cittadini e l’apprezzamento per il loro impegno, nell’interesse di tutti, affinché la verità venga fuori e sia fatta giustizia.

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