Il vento di destra in Francia fa tremare gli europeisti: “Fermate Le Pen”

Da una Francia che appare già stufa di Francois Hollande arriva una ventata di nazionalismo che minaccia di travolgere i progetti dei falchi europeisti. Ancora una volta, come di consuetudine negli ultimi mesi, elezioni locali hanno decretato la sconfitta del candidato socialista, pesantemente battuto da un rappresentante del “Front National”  nella provincia del Lot-et-Garonne, ma infine battuto per un soffio da una coalizione guidata dalla destra moderata di Nicolas Sarkozy, la “Union pour un Mouvement Populaire”.

Gli analisti ritengono che ad appena un anno dalle elezioni europee, la vertiginosa ascesa del FN potrebbe portarlo a potrebbe scavalcare l’Ump e il “Parti socialiste”, arrivando ad essere addirittura la prima forza politica di Francia.

La leader indiscussa, Marine Le Pen, porta avanti sostanzialmente una propaganda contro la “casta” che ad alcuni potrebbe suonare familiare, ma che a differenza di alcune “new entry” nostrane non teme di posizionarsi chiaramente e decisamente a destra, modernizzandone i concetti con un’abile parlantina, mettendo al primo posto lavoro e sviluppo, ed auspicando insieme all’abbandono della moneta unica anche una stretta decisa sul controllo delle frontiere e dell’immigrazione, senza tuttavia scivolare in toni ed argomentazioni esplicitamente razzisti.

Sembrerebbe che in molti, sia nei ceti popolari che in quelli borghesi, si stiano lasciando affascinare dalla figlia di Jean-Marie Le Pen, tanto che il partito afferma di avere ormai raddoppiato gli iscritti (oggi circa 70 mila) e gli analisti sono convinti che questo boom sia dovuto anche alla profonda crisi economica che ultimamente sta martellando la Francia più che in passato, e che non sembra aver avuto risposte concrete dal governo socialista eletto a furor di popolo. Hollande infatti ha dilapidato ormai gran parte del suo consenso, anche a causa dell’imposizione di leggi assai discusse (non ultima quella sulle adozioni gay) che lo hanno fatto scendere nei numeri, arrivando ai minimi storici, mentre sul fronte opposto un recente sondaggio ha stabilito che più della metà dei francesi si è detto convinto che il FN non rappresenti alcun “pericolo” per la democrazia.

Non sembrano pensarla così invece i rappresentanti attuali della UE, che di fronte alla prospettiva di una affermazione degli euroscettici in Francia ed altrove, ed il rischio di un “effetto domino”, appaiono agire anche su piani non strettamente politici per arginare questa situazione. La Commissione degli affari giuridici ha deliberato infatti a larga maggioranza la revoca dell’immunità parlamentare alla leader dell’estrema destra francese, relativamente ad affermazioni fatte sulla presenza dei musulmani in Francia, paragonati all’occupazione nazista; frasi risalenti tra l’altro alla campagna elettorale del 2010. Il Parlamento europeo a luglio dovrà decidere formalmente se rimuovere l’immunità parlamentare e permettere un processo penale per “istigazione all’odio razziale”.

Intanto proprio in queste ore Le Pen è stata accolta con tutti gli onori durante una visita a Mosca, incontrando alcuni rappresentanti vicini a Vladimir Putin. Sergey Naryshkin, presidente della Duma, ha definito la francese una “personalità assai rispettata”, mentre lei ha detto di sperare che questo incontro possa rafforzare le relazioni tra Mosca e Parigi. Secondo il politologo Dmitri Oreshkin gli ideologi del Cremlino sono convinti che l’opinione pubblica occidentale si stia volgendo verso il nazionalismo, decretando il fallimento delle politiche di liberalismo selvaggio e della “integrazione” mondialista.

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