Immigrazione: Parlamento Europeo, rivedere la legge Bossi- Fini

Ieri da Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, è arrivata la risoluzione bipartisan sul tema dell’immigrazione che, pur riconoscendo a tutti gli abitanti di Lampedusa e alle Ong che operano nel campo gli sorzi profusi per aiutare i migranti, ha chiesto anche di “modificare o rivedere eventuali normative che infliggono sanzioni a chi presta assistenza in mare”, ovvero un implicito riferimento alla legge Bossi- Fini in vigore dal 2002. Invita tutti gli Stati membri ad “adottare un approccio coordinato basato sulla solidarietà” e “a fornire assistenza umanitaria ai sopravvissuti” ai naufragi di ottobre nonché a impegnarsi per “garantire i diritti fondamentali universali dei migranti, in particolare dei minori non accompagnati“.

Tutti gli europarlamentari hanno espresso dolore e solidarietà ai sopravvissuti dei tragici avvenimenti di ottobre sottolineando come “gli eventi di Lampedusa debbano rappresentare un punto di svolta per la Ue”, chiedendo ancora un rafforzamento dell’agenzia europea che dovrebbe occuparsi del coordinamento della gestione dei migranti che giungono sulle nostre coste, Frontex. Inoltre il Parlamento ha raccomandato “la creazione di un meccanismo fondato su criteri oggettivi” al fine di ridurre la pressione sugli Stati membri che “accolgono un numero più elevato, in termini assoluti o relativi, di richiedenti asilo”.
Proponendo anche un rafforzamento di vie legali per l’ingresso in Europa, che è da preferire a quelle irregolari perché meno sicure. In pratica, chiedendo di istituire canali umanitari poiché, come sottolineato più volte anche dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, nessuna misura repressiva impedirà a questa persone di cercare un modo per salvarsi la vita.

Martedì premier Enrico Letta aveva chiesto con molta forza all’Europa aiuti concreti e immediati per fermare la strage di profughi in fuga da fame e guerre, che tentano la traversata per mettere piede in Europa e alla ricerca di un futuro migliore per se e per i propri figli. Anche la ministra Cècile Kyenge, nel corso del programma “Pane quotidiano” su Rai3, ha ribadito la necessità e l’urgenza di rivedere la normativa italiana sull’immigrazione insistendo sulla necessità di modificare la legge Bossi- Fini. Anche in parlamento e per vie che non riguardino necessariamente il governo. Alludendo alle difficoltà che potrebbero incontrare misure meno punitive verso gli stranieri con esponenti di destra nel governo. Anche l’appello lanciato da Stefano Rodotà su Repubblica ha ormai raccolto oltre centomila firme.

Tuttavia, le conclusioni del vertice Ue hanno portato al rimando al prossimo anno delle discussioni sulle misure da prendere in sede comunitaria, suscitando polemiche, come riportato su “Il messaggero”, da parte di Hannes Swoboda, leader dei Socialisti e Democratici che, riferendosi a questo rinvio, ha bollato la decisione, non senza ragione, come “vergognosa”.

Come è da considerarsi vergognosa l’ipocrisia di chi, sia in Italia che in Europa, mentre chiede più solidarietà ed esprime cordoglio per la perdita di numerose vite, rinvia di quasi un anno decisione concrete che quelle vite permetterebbero di salvarle. Ma per questo non esistono leggi abbastanza efficaci.

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