Inter-Juventus: la rissa, il razzismo e ora la squalifica

Inter-Juventus, primo big match della nuova stagione, non è stato un buon antipasto per il campionato che gradualmente si appresta ad entrare nel vivo. E gli aspetti tecnici, stavolta, non c’entrano. Se in campo la partita è stata tesa, vibrante, ma a suo modo corretta e senza grossi strascichi polemici, è quanto accaduto sugli spalti a lasciare un marcato retrogusto amaro.

Ho assistito al match dal vivo, a San Siro, e ho visto nitidamente la rissa scoppiata tra il secondo anello verde (quello occupato dagli ultras interisti) e il secondo arancio. Ve ne abbiamo parlato nei giorni scorsi, mostrandovi anche il video: venti, forse più persone, contro uno. E a poco serve aver scoperto a posteriori che la presunta vittima del pestaggio avrebbe provocato e attaccato briga per primo. Non depenalizza lo scempio, anzi se possibile rimarca la dimensione di un sistema ormai marcio e che non ha colore. Coinvolge e riguarda tutti, senza distinzioni.

Ma non bastasse l’episodio di inaudita violenza, si sono aggiunti anche gli insulti razzisti. Anche questi sentiti nitidamente e non da uno sparuto gruppo di imbecilli. I ‘buu’ si sono levati dalla curva a più riprese e nessuno dal resto dello stadio ha fatto nulla per coprire una simile dimostrazione di stupidità. Lo speaker dello stadio è intervenuto ripetutamente per stigmatizzare gli insulti ai danni di Pogba e Asamoah, ma niente. Certe teste “gloriose” non sono state neanche lambite dal pensiero di quanto fosse ridicola e offensiva una simile manifestazione, a maggior ragione in presenza di molti giocatori di colore anche con la maglia della loro squadra del cuore.

Ma anche quest’ultimo è un discorso paradossale. Anche in assenza di Guarin, Juan Jesus o Taider, il (presunto) tifoso interista avrebbe dovuto ugualmente farsi un esame di coscienza. Ciò che sfugge, talvolta anche al nostro sistema di giustizia, è che lo stadio non può essere considerato un porto franco. Non può continuare a essere il posto dove esaltati arrivino a sfogare le proprie frustrazione e abbandonarsi agli istinti animaleschi, del tutto privi di freni inibitori. Consci che le loro azioni non avranno conseguenze.

Occorre un intervento più radicale. Occorre maggior fermezza. Adottare un sistema più drastico, punitivo e soprattutto in grado di far rispettare le pene. Il Giudice Sportivo, preso atto degli insulti, non ha potuto far altro che chiudere la curva interista per un turno. Uno stadio vuoto – in tutto o in parte -: la vera sconfitta del sistema. Ma la squalifica servirà a poco, specie se gli autori di certi gesti la faranno franca.

Sarà come continuare a curare una grave patologia con l’aspirina!

[foto: Inter.it]

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