Inter-Milan, l’ora della verità

    Notte su Milano. I raggi del sole non illuminano più la Madonnina. Notte su San Siro. La città più frenetica del mondo all’imbrunire si placa, rallenta, si ferma. E’ la notte del derby, è la notte di Inter-Milan. Questa non è una partita, ma la partita. Se ne esci sconfitto, il lunedì è pesantissimo presentarsi a scuola o a lavoro, ma se lo vinci ti cambia la giornata. Questo è il derby di Milano. Questa è la stracittadina del Naviglio. Sì, stracittadina. Perchè? Semplice, perchè in questa partita vi sono stra-campioni, stra-squadre, stra-tifoserie.

    Ma Inter-Milan non è solo questo: è Curva Sud contro Curva Nord, Eto’o contro Ronaldinho, il Diavolo contro il Biscione, Moratti contro Berlusconi, Lucio contro Nesta, Pirlo contro Snejider, Seedorf contro Stankovic.

    E poi c’è lui: Ibrahimovic, la novità del nuovo campionato. Sulla sponda rossonera ovviamente. Come Ronaldo, nel 2006-2007, un simbolo dei colori nerazzurri si ritrova di fronte ai suoi ex compagni con addosso la casacca rossonera. Farà lui la differenza in questo derby. Paradossalmente entrambe le compagini sperano che questo avverrà. E’ lo svedese l’ago della bilancia; infatti se i milanisti sperano in un suo gol vittoria, gli interisti si auspicano che, proprio come Ronaldo, i 70.ooo fischi di San Siro lo neutralizzino fino a farlo scomparire.

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    Lui dice di non aver paura, anzi dice di trovarvi stimolo, ma in fondo tutti sanno che all’ingresso in campo un brivido gli scenderà lungo la schiena. E siamo sicuri che anche per i tifosi nerazzurri sarà così.

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