Inter news: Moratti-Thohir, la svolta è storica

“Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”. E’ ciò che annunciavano la notte del 9 marzo del 1908 al ristorante L’Orologio di Milano quarantaquattro dirigenti, fieri di aver fondato un club calcistico senza confini di nazionalità. Sono passati 105 anni da quella notte. 105 anni di storia ricchi di successi e di sconfitte; di trionfi e delusioni; di gioie e amarezze.

Una storia che con tutta probabilità si arricchirà nelle prossime ore di un nuovo capitolo, in cui verrà sancito il passaggio della società nerazzurra dalle mani della famiglia Moratti a quelle del magnate indonesiano Erik Thohir.

Una trattativa andata avanti per tutta l’estate e giunta al suo epilogo soltanto negli ultimi giorni a Parigi, in cui i legali delle due parti erano da giorni al lavoro per la stesura del contratto. Le firme arriveranno soltanto la settimana prossima ma, salvo clamorose novità dell’ultimo minuto, l’Inter sembra ormai abbia imboccato a tutti gli effetti la strada dell’internazionalità indicata dai suoi fondatori in quella lontana notte di marzo del 1908.

Che Inter sarà senza Moratti? Quanto peso avrà il petroliere milanese nelle nuove logiche societarie? Quali investimenti verranno fatti? Sono le domande più frequenti che si fanno in queste ore i tifosi nerazzurri. La svolta è storica e il popolo interista pare perplesso.

“L’incontro è servito per conoscerci meglio. Non ci sono neanche grossi problemi da risolvere. Ci potrebbe volere un mese per chiudere”. Sono state le dichiarazioni dell’ormai ex patron nerazzurro al momento del suo rientro dalla capitale francese, come se volesse dire per l’ultima volta a tutti “Il Presidente dell’Inter sono ancora io, anche se solo per un giorno, una settimana, un mese in più”.

E la storia ha voluto che fosse proprio Parigi la città designata per la fine del rapporto sentimentale con la sua creatura così coccolata e viziata da quel lontano 1995, anno in cui ne prendeva il timone nella speranza di riportarla in vetta al mondo dopo i trionfi del padre Angelo. Parigi: la città in cui alzò il suo primo trofeo; quella Coppa Uefa arrivata al Parco dei Principi dopo tre reti rifilate alla Lazio in un match senza discussione. La città in cui ha visto operarsi per ben due volte Ronaldo, il più grande talento che ha vestito la maglia nerazzurra durante sua gestione. La città in cui nel 2008 raggiunse l’accordo con Mourinho, l’allenatore dell’epico Triplete. Parigi: la città dell’amore. Quell’amore incondizionato che lo legherà per sempre all’F.C. Internazionale.

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