Marcello D’Orta, morto l’autore di ‘Io speriamo che me la cavo’

Morto a Napoli Marcello D’Orta, autore di “Io Speriamo che me la cavo”, prima bestseller e successivamente pellicola cinematografica che ha reso l’ex maestro elementare noto a molti.
La notizia è stata diffusa dal figlio, Padre Giacomo. I funerali si terranno domani a Napoli, in Piazza del Plebiscito.

D’Orta, che lascia la moglie Laura, era ammalato da tempo di cancro. nonostante la malattia era ultimamente impegnato nella stesura di un nuovo libro, stavolta dedicato a Gesù. Dopo radiochemioterapie e due interventi chirurgici, l’autore aveva trovato nella scrittura la terapia giusta contro la malattia. Una terapia per l’anima prima che per il corpo.

Queste le parole che aveva rilasciato a Il Giornale lo scorso anno, a proposito della sua malattia e della lotta alla criminalità che si sentiva di dover condurre, seppur timidamente: “A chi devo dire grazie? Certamente alla camorra. I rifiuti si accumulano perché la camorra impedisce di raccoglierli, sabota gli impianti di raccolta, fa scioperare i netturbini, corrompe i funzionari dei controlli. Da noi la monnezza ha dimensioni ciclopiche. È stato calcolato che messi in fila, i sacchetti dell’immondizia arrivano da Napoli a Mosca, coprono 17 campi di calcio, riempiono 12 Empire State Building (…) “.

Ancora, “Il tumore contro il quale combatto rischiava di piegare la mia dignità, di rendere buie le mattine che si aprono davanti alla mia finestra, nella mia casa del Vomero […] Ma penso di aver trovato l’antidoto giusto: scrivere, scrivere, scrivere… Troppi libri in un anno? Forse. Ma la scrittura è la mia vita […] Perché per la malattia fisica possono, quando possono, qualcosa i medicinali. Per il male dell’anima la scrittura può essere un ottimo farmaco“.

La scrittura non è bastata a salvarlo, ma ne conserverà il ricordo. Un “best of” tratto dal film.

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