Irlanda, tra tensioni e malumori

    Ieri, Dublino, la capitale irlandese, è stata invasa da migliaia di manifestanti dell’estrema sinistra e nazionalisti, i quali hanno protestato contro il piano di austerità, messo in atto dal governo, a loro dire inaccettabile.

    Rimproverano al premier di essere stato incapace di prevenire la crisi, anzi, di averla alimentata e ora di farla pagare sulla pelle degli irlandesi.

    Nel Paese, le proteste sono vigorose e il piano di aiuti della UE, a sostegno dell’Irlanda, può essere concessoo solo in cambio di una politica di rigore di bilancio necessaria. 

    Già nei giorni scorsi, due deputati sono usciti dalla maggioranza, che ora ha qulache problema con i numeri in Parlamento, per varare la manovra di austerity.

    Il clima pre-elettorale (si chiede di andare al voto tra gennaio e marzo 2011) non agevola la ricerca di una soluzione condivisa, ma anzi crea imbarazzi evidenti tra i deputati che dovranno votare la manovra lacrime e sangue.

    Ora il problema si sposta sui numeri. La UE concederebbe gli aiuti a un tasso del 6,7%, contro il 5% della Grecia.

    Un’indiscrezione che ha fatto infuriare il partito di opposizione Fine Gael, che si è detto ostile a un tasso sopra il 6%.

    Così, l’Irlanda pagherebbe 8,5 miliardi di euro l’anno per interessi, un quinto delle entrate totali.

    Gli irlandesi hanno già capito che non ci saranno “free meals” o “pasti gratis”.

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