Isaac Asimov: il 2014 già descritto nel 1963

Gli avevano chiesto di vivisezionare un gatto, ma si era rifiutato, decidendo così di cambiare facoltà: da Zoologia a Chimica. È questa la storia di Isaac Asimov, uno degli scrittori più importanti della narrativa scientifica e fantascientifica statunitense, nato a Petroviči in Russia nel 1920 e morto a New York nel 1992. Isaac Asimov era figlio di genitori ebrei emigrati nel 1923 negli USA dove gestivano un negozio di giornali e dolciumi.

A rendere famoso lo scrittore newyorkese sono state senz’altro opere come I Robot del 1950, primo dei quattro libri di un ciclo denominato Pre Ciclo dei Robot o romanzi come The End of Eternity (La Fine dell’Eternità) del 1955. Tutte opere lungimiranti che tra realtà scientifica e non, tra supposizioni e immaginazione, hanno descritto un futuro che tutto sommato tanto fantasioso non era.

Jason Snell voce di CIO.in, una rivista indiana di tecnologia, ha elencato alcune previsioni che Isaac Asimov fece nel 1964 in un pezzo scritto per il New York Times intitolato Visit to the World’s Fair of 2014. Alcune di queste previsioni, secondo Snell, trovano un riscontro nella realtà quotidiana, altre, invece, sono ancora molto distanti e forse impossibili.

Nel mondo dei fornelli, ad esempio, troviamo numerose apparecchiature che ci aiutano nella preparazione dei cibi, ma non abbiamo mai smesso di cucinare e i robot che dovrebbero sostituire le azioni umane nella vita quotidiana sono ancora limitati alle fabbriche (e anche in esse non sostituiscono completamente la manodopera).

Non vi sono ancora automobili in grado di prendere il volo, né tantomeno appartamenti subacquei, ma esistono dei tappeti mobili negli aeroporti e in alcune stazioni ferroviarie, anche se le nostre città, al contrario di quelle descritte da Asimov, non sono ancora fornite di marciapiedi mobili. Le vetture iniziano a essere sempre più automatiche per cui non è difficile pensare a una futura modalità di guida completamente autonoma.

Esistono già quelle luci fluorescenti che Isaac Asimov descriveva come neon dal colore cangiante, come troviamo software che ci permettono di vedere la persona che ci chiama (oltre che sentire la sua voce), una su tutte Skype. Non esistono colonie lunari, ma rover in grado di raggiungere il pianeta Marte per fotografarlo e prelevare campioni di terreno. Non ci sono tubi ad aria compressa che trasportano merci lungo le strade, ma che dire della posta pneumatica?

Nel suo pezzo per il quotidiano newyorkese Asimov afferma, però, che non tutti gli esseri umani sarebbero stati in grado di usufruire delle innovazioni tecnologiche del 2014. Niente di più azzeccato dunque. Citando lo scrittore William Gibson, Snell ribadisce «il futuro è già qui. È solo che non è distribuito uniformemente».

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