Italia insiste sugli eurobond, la Germania resiste

    Continua imperterrito il pressing di Italia e del premier del Lussemburgo Juncker, affinchè la Germania accetti l’idea di una emissione centralizzata a livello europeo del debito.

    L’idea di Tremonti-Juncker consiste nel fatto che un’area economica, con un’unica moneta, rimane credibile se ha una gestione unitaria anche del suo finanziamento sui mercati, altrimenti la discrepanza tra i rating e i tassi potrebbe comportare serie difficoltà per l’esistenza stessa dell’area. E ciò che starebbe succedendo.

    La Germania non ne vuole sentir parlare, perchè ciò implicherebbe un tasso unico medio, tra i livelli esistenti, con rating unico, il che significherebbe per i tedeschi pagare tassi più alti e avere un arting più basso.

    In poche parole, la Germania pagherebbe per gli errori di bilancio altrui; questo, con tutta obiettività, non è accettabile.

    Non si può accettare che un Paese virtuoso paghi gli sperperi altrui, ma rimane la questione seria di come gestire unitariamente il debito, il che darebbe ai mercati un forte segnale di credibilità e unità nei destini.

    Tuttavia, la questione degli eurobond, per quanto fatta accantonare da Berlino, ha raccolto e continua a raccogliere pareri positivi e inaspettati, per questo si prevede che verrà affrontata molto presto e in termini più formali.

    Se si trattasse di una furbata all’italiana, per ottenere credito più a buon mercato, i tedeschi avrebbero senz’altro ragione a rifiutarla; ma se gli eurobond possono contribuire a rendere i mercati finanziari più fiduciosi e sicuri sul futuro dell’euro, allora vale la pena discuterne.

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