Kevin Grow e le emozioni dello sport: ragazzo down sbarca in Nba

Kevin Grow, diciottenne affetto da sindrome di Down, ha vissuto due giorni da star con i Philadelphia

Lo sport è un contenitore di emozioni, un enorme possibilità di amare qualcosa e di far commuovere. Come nel caso di Kevin Grow, diciottenne affetto da una sindrome di down che ha visto realizzarsi il suo grande sogno, amplificato notevolmente da i Philadelphia 76.
Ma andiamo per gradi e riallacciamo il nastro della storia, breve ma intensa. Kevin è un grande appassionato di basket e non desidera altro che giocare almeno una partita con la squadra del suo liceo, il Bensalem High. E quando ne ha avuto la possibilità, il suo sogno è esploso in una gioia fatta di 14 punti, tra cui quattro triple messe a segno, ed un clima di assoluta felicità pronta ad invadere generosamente il palazzetto e i baby-cestisti. Il video ha fatto il giro del mondo, terminando anche tra le mani dei Philadelphia 76, di cui Kevin è grande tifoso, che hanno deciso di tesserare per due giorni il ragazzo, integrato a tutti gli effetti nel roster dei Sixers. E tra presentazioni di rito, foto, autografi ed un totale contatto con la squadra durato 48 ore, Kevin ha vissuto giorni da vera star della Nba, dopo aver commosso il globo grazie al suo sorriso splendente donato da una palla a spicchi ed un sogno che questa notte è diventato realtà.
Sì, perché i Philadelphia hanno reso partecipe il piccolo Grow della sfida di stanotte contro i più quotati Cavaliers. Come? Preparando una divisa tutta per lui con il numero 33 e presentandolo in campo durante l’inno nazionale che lo ha visto volare in NBA nel più grande dei sogni da poter desiderare.

La storia di Kevin insegna qualcosa. Insegna quanto uno sport, una passione o un sogno vadano sempre rincorsi. Perché anche per due semplici giorni è possibile vedere il proprio mondo colorato di sorrisi, che presto diventeranno ricordi. Felici ricordi. Kevin è felice, dopo “aver preso in mano” i suoi compagni liceali salvo sbarcare nel basket che conta in America al fianco dei suoi beniamini. Lo sport sa far innamorare, sa dare una bella possibilità a chi dalla vita di possibilità ne ha avute poche. È quel sano medicinale talmente forte da far crollare i problemi del mondo in ore di passione, bellezza e amore. E Kevin, da stanotte, ne sa qualcosa.

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