Kiev, ancora scontri in piazza. Kerry invita il governo a cessare violenze

Caos a Kiev, dove non accennano a placarsi le proteste scaturite in seguito alla decisione del presidente Viktor Yanukovych di non firmare l’accordo di associazione con l’Ue. Nella notte tra martedì e mercoledì il governo ha inviato un migliaio di agenti in tenuta antisommossa a smantellare le barricate di piazza dell’Indipendenza . I poliziotti si sono fatti largo a suon di manganellate, mentre alle loro spalle le ruspe si mettevano all’opera. Un cordone umano formato da oltre quattromila persone ha però impedito loro di completare la demolizione. Diversi manifestanti, imbracciati i bastoni, erano pronti a scontrarsi con le forze dell’ordine. La situazione non è precipitata grazie all’intervento della cantante Ruslana e di alcuni esponenti dell’opposizione che hanno invitato alla calma, insistendo sul carattere pacifico della manifestazione.

Ieri mattina sono entrate di nuovo in azione le teste di cuoio, che hanno tentato di far sgomberare il municipio occupato dai manifestanti. Gli uomini dei reparti speciali, però, ostacolati dalla folla, non sono nemmeno riusciti a uscire dai blindati e sono stati costretti a desistere.

La strada della repressione, imboccata dal governo ucraino, ha suscitato forti reazioni nella comunità internazionale. “Siamo disgustati per l’uso della forza contro manifestanti pacifici. Stiamo con il popolo ucraino, che ha diritto a manifestare liberamente e pacificamente” commenta il segretario di Stato Usa, John Kerry. “Il governo di Kiev non può andare contro manifestanti pacifici con le forze di polizia in assetto da guerra, non ha il diritto di attentare così alle libertà democratiche e alla sicurezza dei cittadini. La vita umana deve essere rispettata” ha aggiunto, concludendo: “Questa risposta non è né accettabile né un bene per la democrazia”.

Catherine Ashton, capo della diplomazia europea, nella capitale per una serie di incontri con governo e opposizioni, si è detta “molto delusa”. La Ashton teme che il massiccio ricorso alla polizia possa compromettere la già difficile ricerca di una soluzione pacifica alla crisi. Crisi che, secondo il patriarca di Kiev Filarete, potrebbe portare a una vera e propria guerra civile.

Il presidente Yanukovich dal canto suo ha proposto all’Europa un nuovo accordo , con l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue con aiuti per 20 miliardi di euro in favore dell’ex Repubblica sovietica, e si è impegnato a rinunciare all’uso della forza contro i manifestanti europeisti. Questi però, non hanno alcuna intenzione di negoziare e chiedono a gran voce le sue dimissioni.Noi non perdoniamo. Domani ci saranno milioni di persone qui e il regime dovrà cedere”, ha tuonato dal palco di piazza dell’Indipendenza il leader del partito all’opposizione di cui fa parte anche Yulia Tymoshenko, rinchiusa in carcere. Yanukovich sarebbe colpevole di aver “sputato in faccia all’America e ai 28 paesi dell’ Ue”.

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