Kiev, in migliaia in piazza contro le ”leggi liberticide”

La protesta pacifica ha lasciato il posto alla violenza. Così ieri a Kiev tra i 150.000 (secondo altre fonti sarebbero stati 200.000) radunatisi dietro le barricate in piazza, alcune teste calde a volto coperto hanno dato il via a violenze inaspettate. Tutto è partito dalla decisione del governo di varare leggi piuttosto dure, fra le quali spicca quella che inasprisce le pene previste per la partecipazione a manifestazioni di questo tipo, cioè non autorizzate, che hanno innescato una miccia già calda. Molte le persone che a volto scoperto hanno infatti attaccato, armati di bastoni, un cordone di polizia che stazionava a difesa dei palazzi del potere. Le notizie riportano diversi feriti fra i quali trenta agenti di governo.

Vitaly Klitschko, uno dei leader dell’opposizione, nella tarda serata ha perfino parlato di una possibile guerra civile. I timori sembrerebbero essere fondati se si guarda quanto è accaduto in seguito ai primi scontri: sassi, fumogeni, molotov lanciate contro la polizia, contro chi rappresenta il governo dunque. Sono due mesi che le proteste si protraggono e i manifestanti hanno lanciato un messaggio molto chiaro all’opposizione: al grido “Un leader!” chiedono che per la corsa alle presidenziali del 2015 si presenti un unico candidato. La cosa però risulta difficile da pensare al momento poiché il gruppo “europeisti” è a dir poco eterogeneo, peggio del PD italiano.

In tutto questo anche gli Stati Uniti alzano la voce e in particolare lo fanno con una provocazione: “Fin dall’inizio il movimento Maidan ha avuto uno spirito di non-violenza e sosteniamo l’appello dei leader dell’opposizione a favore di tale principio. Gli Usa continueranno a considerare ulteriori misure, tra cui sanzioni, in risposta all’uso della violenza“. La Casa Bianca dunque si schiera con i manifestanti pacifici soprattutto dopo le leggi varate pochi giorni fa che limitano importanti diritti e libertà come appunto quella di manifestare.
Per ora i violenti scontri protrattisi per tutta la notte hanno raggiunto un bollettino provvisorio dei feriti, con almeno settanta poliziotti, quaranta dei quali sono stati ricoverati in ospedale.

Il presidente Ianukovich inizia però a cedere mostrando i primi segni di apertura e secondo l’opposizione già oggi potrebbe aprirsi un dialogo concreto.

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