Kobe Bryant ritorna, i Lakers lo celebrano con un video

Una maglia dei Lakers col numero 24 si agita, sbattuta dal vento di tempesta e dalle intemperie continue, squarciata da un fulmine all’altezza del petto. Alla fine però il sole ricomincia a brillare, e quella maglia così mal ridotta torna di nuovo intatta e splendente di nuova luce.
Questa è la metafora visiva scelta dai Los Angeles Lakers in un video, apparso sulla loro pagina Facebook, che celebra il ritorno del loro leader e capitano, il grande Kobe Bryant, che domani tornerà a calcare un parquet in una gara ufficiale, a 8 mesi di distanza dal brutto infortunio al Tendine d’Achille rimediato nella sfida di metà aprile contro i Golden State Warriors.

Dopo un lavoro massacrante di riabilitazione e i primi allenamenti con la squadra, le dichiarazioni di Mike D’Antoni avevano fatto intendere già da diversi giorni che il numero 24 era pronto, tanto che si era ipotizzato il suo ritorno già nella sfida di Sacramento giocata ieri (stanotte in Italia, causa fuso orario). Alla fine si è scelto di rimandare il tutto a domenica, in occasione della sfida casalinga con i Toronto Raptors.

Una decisione apparentemente casuale, ma per chi segue l’Nba l’associazione Kobe Bryant-Toronto rimanda a una serata speciale, una di quelle che rimangono impresse per sempre nella mente. Nel match di regular season del gennaio 2006 tra i Raptors e i Lakers, il figlio di Joe Bryant ha dato vita a uno show quasi senza precedenti nella storia del basket americano e mondiale, segnando la bellezza di 81 punti. Fade-away, jumpshot da tutte le posizioni, appoggi impossibili e schiacciate: una prestazione devastante, seconda solo ai mitici 100 punti segnati da Wilt Chamberlain (che allora vestiva la casacca dei Philadelphia 76ers) nel 1970 contro New York.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=1sTnDGAjbAs[/youtube]

Oggi Kobe non avrà più le gambe che 7 anni fa gli permettevano di volare a canestro, ma la sua classe è sempre intatta, come la sua voglia di competere ad alti livelli. Basti pensare ad una risposta data al suo ex rivale Gary Payton, che gli chiede se i Los Angeles Clippers (l’altra squadra della città) possano diventare la prima squadra della città: Un giorno potrà essere la città dei Clippers, un giorno. Sarò morto e sepolto quel giorno

Bentornato, Kobe.

Ricerca personalizzata