Era uno dei film più attesi della nuova stagione, soprattutto per gli amanti del fantasy, delle storie d’amore, ma ancor di più per chi ha amato le rivisitazioni di celebri fiabe come Alice in Wonderland e Biancaneve e il cacciatore. La bella e la bestia, rivisitazione francese live action della celebre fiaba di De Beaumont, dopo essere uscito in terra madre, dove ha ottenuto grande successo, è arrivato il 27 febbraio nelle nostre sale, riscuotendo grande interesse.

La bella e la bestia, un esperimento riuscito a metà

Il film del 2014 è più fedele del celebre film d’animazione targato Disney del 1991 alla fiaba originale: un mercante, caduto in miseria, si trasferisce insieme ai 6 figli in campagna. Tra i 6 figli, molti assetati di denaro e fama, la preferita del mercante è la dolce Belle. Quando sembra esser tornata la fortuna per il mercante e questi si deve avviare per un viaggio, mentre le altre figlie domandano nuovi abiti e gioielli, la giovane Belle chiede solo una rosa. L’uomo, di ritorno dal viaggio, ruba una rosa da un giardino che circonda un maestoso castello, ma ad un tratto il mercante viene aggredito da una bestia, nonché proprietario del castello, che gli chiede una vita per la rosa. Dopo esser tornato e aver raccontato i fatti ai figli, Belle, in colpa, decide di sacrificarsi per il padre, ma la Bestia deciderà di tenerla prigioniera. Durante tale periodo, la giovane scoprirà quali segreti si celano dietro quella figura mostruosa.

Le differenze con il film Disney sono notevoli, anche nello sviluppo della storia, e forse questo indispettirà molti, affezionati ai propri ricordi. Tuttavia il problema del film non sta nelle differenze con il film Disney, ma in alcuni risvolti della storia, soprattutto nelle scene principali delle film, che vengono risolte con una certa banalità. C’è un senso di poca completezza in tutto il film: tutto è chiaro, ma un certo punto la storia si perde o la scena si conclude in modo superficiale o poco incisivo. Per quanto riguarda le scelte dei due protagonisti, Lea Seydoux e Vincent Cassell, se visivamente i due hanno rispecchiato perfettamente i personaggi, eccetto per i capelli biondi della Seydoux, le interpretazioni, invece, sono state discrete, ma sembrava mancare qualcosa, soprattutto in Lea Seydoux, vista più a fuoco e a suo agio nei panni della ribelle Emma in La vita di Adele.

La bella e la bestia, un esperimento riuscito a metà

Sicuramente il pregio del film è tutto ciò che riguarda l’aspetto visivo e tecnico: grande cura dei dettagli, grande attenzione nella scelta dei costumi, in particolare quelli di Belle, e delle ambientazioni, veramente mozzafiato, una novità per un film made in Europe, che, sotto tale profilo, non ha davvero nulla da invidiare ai grandi blockbuster americani.

Insomma, l’esperimento francese de La bella e la bestia si può definire riuscito a metà: se da un lato si vede una voglia di esplorare nuovi orizzonti e di creare un progetto così diverso da ciò che normalmente viene prodotto in Europa, dall’altro la troppa attenzione forse data all’aspetto tecnico ha portato ad un’incompletezza sul piano artistico, cosa che lascia il film un po’ senz’anima, ed è un vero peccato perché le premesse erano ottime.

Voto: 5/6

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