La decadenza e il futuro del Partito Democratico

Onorevole da molti giorni l’attenzione mediatica è rivolta all’imminente voto della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari che dovrà decidere sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Qual è il clima in Parlamento?

Il clima a me pare di grande precarietà, non si fa altro che parlare di questa vicenda, “cade , non cade” “ritiro la fiducia etc.. come se questo fosse il tema e l’argomento attorno al quale l’Italia si deve interrogare, non è così.
Questa vicenda di Berlusconi è stata già decisa dalla magistratura: c’è una sentenza definitiva, dopo tre gradi di giudizio. Tutto il resto è una giostra sulla quale il PDL sta giocando per vendere un po’ cara la pelle. Per quanto mi riguarda c’è la Costituzione che sancisce la parità di fronte alla legge per tutti quanti compreso chi ha preso dieci milioni di voti (questo lo dice il PDL in realtà sono un po’ di meno).

Nonostante ci siano leggi vigenti qualcuno tenta comunque di interpretarle a suo favore

Certo, c’è quel vecchio proverbio che dice che la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici, il punto vero è che in questo caso non c’è interpretazione che tenga, c’è una sentenza passata in giudicato che va applicata. Non c’è in realtà null’altro da discutere.
Su questo tema la posizione del PD non è sembrata unitaria mostrando almeno all’inizio qualche spaccatura.
No non credo. Se Lei si riferisce alle dichiarazioni di Violante, lui stesso ha poi spiegato nel dettaglio cosa intendeva dire. Andiamo comunque con molta serenità incontro a questo voto, non c’è nessuna spaccatura ed il Pd su questo è assolutamente e forse per la prima volta unito. Voteremo compatti senza nessuna defezione.

Lei crede che si arriverà alla rottura con la caduta del Governo?

Io credo che la maggioranza terrà, Berlusconi difenderà i suoi interessi privati e quelli delle sue aziende. Farà il martire, la vittima. “Vedete mi hanno cacciato, vedete i comunisti sono tutti contro di me” la solita tiritera a cui abbiamo assistito in tutti questi anni, lui sa bene che l’Italia è sull’orlo di un baratro e che se cade questo Governo non si sa che fine faremo.

Venendo invece alle vicende interne del PD ed alla futura battaglia congressuale, ci sono molte correnti ed una spaccatura evidente

Non c’è una spaccatura ma una possibile scelta tra posizioni differenti ed alternative, c’è chi preferisce stare con le idee, i contenuti e le modalità che propone Renzi e chi invece desidera stare con Cuperlo e c’è ancora chi trova una via di superamento del partito con l’adesione all’idea civatiana.
Io credo che la diversità sia sempre una ricchezza e credo che la pluralità delle posizioni in qualche maniera rendano bene l’idea di un partito aperto ed inclusivo. Ognuno poi farà la scelta che riterrà migliore. Intanto il 20 e 21 settembre l’assemblea deciderà le date del congresso che faremo con molta serietà sapendo che come sempre accade ci sarà una maggioranza ed una minoranza che lavoreranno poi insieme per il bene del Partito.

Lei ha già deciso chi appoggerà nella corsa all’elezione del nuovo Segretario?

Si, io appoggerò Cuperlo in questa lotta.

Perché, non la convincono le nuove idee di Renzi?

No, non per questo. Intanto credo che chi debba fare il Segretario di un grande partito come il PD debba e possa fare solo quello senza incarichi governativi, perché c’è un partito che va ricostruito dalle fondamenta dai circoli e dai territori. Ci vuole quindi un Segretario a tempo pieno. Poi Cuperlo per quanto mi riguarda è uno che vede il cielo dall’alto e questa cosa mi convince e mi soddisfa.

Questo lo spero in quanto noto da osservatore che manca una visione nei politici attuali, manca qualcuno che sappia indicare una strategia di lungo periodo.

Chi non vuole vederla non la vede chi non vuole trovarla non la trova, aveva ragione forse Bersani quando diceva “il programma sta lì, l’abbiamo detto 3 milioni di volte e voi dite sempre che non c’è programma”, è un po’ cosi insomma. Renzi in questo momento ha più credibilità eppur tuttavia parla per slogan immediatamente comprensibili, Cuperlo invece ha un pensiero più lungo, un ragionamento più articolato e forse qualcuno potrebbe chiedersi quale sia la sua linea. Punti di vista

Lei è campana come me e quindi non posso non farle una domanda sulla nostra Terra sempre più martoriata basti pensare alla piaga dei rifiuti dei tossici ed alla mancanza cronica di lavoro. C’è un po’ di speranza che davvero il Sud venga messo al centro dell’Agenda Politica?

Si e lo dimostrano le dichiarazioni di Letta e soprattutto le cose fatte in questi ultimi giorni; il decreto cultura e quello sulla scuola mettono al centro dell’azione politica le aeree disagiate elargendo anche risorse adeguate (Pompei, l’area vesuviana sono solo alcuni esempi).
L’altro giorno il Ministro Carrozza ha aperto l’anno scolastico a Casal di Principe. Io credo che una volta che l’Italia si sia messa sui binari della ripresa non può pensare che non si debba occupare del Sud. Ci si salva a partire dal Sud; per le sue competenze, per i suoi giovani straordinari, per le sue intelligenze, per i beni materiali ed immateriali che possiede.
Qualsiasi Presidente del Consiglio davanti a questa straordinaria risorsa che si chiama Mezzogiorno non può bendarsi gli occhi.

Però forse anche noi dovremmo fare la nostra parte evitando di piangerci addosso e sforzarci di cambiare le cose.

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