La Germania dice “nein” agli eurobond

    E’ uno stop secco, al momento, quello che hanno incontrato il Ministro dell’Economia Tremonti e il Premier del Lussemburgo Juncker, sulla loro proposta, sostenuta da molte cancellerie, di istituire un’agenzia, che emetti bonds a livello europeo, fino a un 40% del debito lordo di ciascuno stato dell’eurozona.

    La Germania ritiene che bisognerebbe prima modificare il Patto di Stabilità, ma il “nein” è sulla sostanza; i tedeschi, infatti, non si fidano delle politiche di bilancio di alcuni Paesi, soprattutto dell’area mediterranea e pensano che l’iniziativa degli eurobond siano solo una mossa per ottenere credito a più buon mercato trasferendo gli esiti di certo lassismo fiscale sulle spalle di stati come la Germania, più austero e responsabile.

    Ma l’idea non sembra essere morta; si discute di dare alla Germania qualche mese di tempo, per digerire la cosa, come lascia trasparire lo stesso Ministro degli Esteri tedesco Wolfgang Schaeuble, che ritiene che oggi la Germania non sarebbe pronta ad accettare l’agenzia, ma tra qualche mese, forse, chissà!

    Intanto, grandi abnche europee e tedesche fanno pressioni verso un sì all’eurobond, visto come garanzia, a sostegno dell’euro e della sua credibilità.

    E’ senz’altro vero che non può esistere una moneta comune e diverse politiche fiscali, e di conseguenza, diversi emittenti del debito pubblico; ma proprio per questo, bisognerebbe andare incontro alla richiesta della Germania di una politica fiscale più rigorosa, con obiettivi concreti di risanamento dei conti pubblici. L’alternativa non esiste!

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