La Grecia approva il piano austerità, ma non è finita

    Il Parlamento di Atene ha approvato il bilancio 2011, presentato dal governo socialista, guidato dal premier Papandreou, che prevede tagli di spesa per circa 5 miliardi di euro.

    Il Paese ha ottenuto un piano internazionale di aiuti, tra UE e Fmi, che dovrebbe, nel medio termine, assicurare il corretto pagamento degli impegni finanziari; ma, nello stesso tempo, il governo si è dovuto impegnare a riportare il rapporto deficit/pil sotto controllo, nel tempo più breve possibile, sia tagliando cospicuamente le spese, che incrementando le imposte, soprattutto indirette, al fine di raggiungere l’obiettivo.

    Il piano di forte austerità ha previsto, tra l’altro, il taglio del 30% degli stipendi pubblici, cresciuti oltre misura, negli ultimi dieci anni; un taglio degli stipendi privati, anche attraverso l’aumento consentito delle ore lavorate, a parità di stipendio, per incrementare la produttività delle imprese e, quindi, rilanciare la crescita di un’economia asfittica.

    Il Paese, tuttavia, vive per il terzo anno consecutivo la recessione e anche il 2011, anche in conseguenza delle misure restrittive di politica fiscale, dovrebbe avere il segno meno.

    Il Fmi si è impegnato, nei giorni scorsi, di corrispondere 2,5 miliardi di euro in più, rispetto a quanto precedentemente patttuito, ma il creditwatch delle agenzie di rating rimane negativo, soprattutto a causa della decrescita economica, che non dovrebbe consentire ad Atene di raggiungere obiettivi congrui di bilancio.

    Ricordiamo che nel 2009, il rapporto defict/pil della Grecia era oltre il 15%.

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