La lezione di Natale, è tempo di cambiare

    Il forte calo vissuto dai settori tradizionalmente vivaci, nel periodo natalizio suggerisce più di uno spunto di riflessione, per gli addetti ai lavori e non.

    Fallire le vendite di Natale non è cosa che si possa recuperare nel giro di qualche settimana. Ci sono settori, che dipendono in modo estremamente sensibile da queso periodo.

    Un quarto dell’abbigliamento venduto in un anno, in Italia, avviene a Natale.

    Un quarto dei biglietti del cinema di tutto l’anno viene staccato la sola settimana di Natale.

    Se va male il Natale, per alcuni settori il danno è fatto e non può più essere recuperato in corso d’anno.

    Ma allora da cosa dipende o meno il successo commerciale di un settore? Di certo, sarebbero tante le risposte e forse mai complete; di sicuro, è giunta l’ora di ripensare alla politica dei saldi, che andava bene quando il consumatore non aveva molte esigenze di risparmio e oculatezza negli acquisti, ma in un periodo storico in cui ogni centesimo viene speso con parsimonia, la previsione dei saldi due settimane dopo rappresenta un boomerang per un settore, perchè i consumatori compiono acquisti pre-natalizi solo per le esigenze irrinunciabili (regali, cenoni, ecc.), ma rimandano a dopo quelli non strettamente immediati (abbigliamento, elettrodomestici, ecc.).

    E’ tempo che la politica e le categorie del settore facciano un serio ragionamento sulla liberalizzazione dei saldi; lo spirito puramente lobbistico da un lato e la cecità corporativa dall’altro sono ormai divenuti un boomerang per le categorie professionali interessate.

    Ricerca personalizzata