La musica brasiliana

Musica brasiliana
Musica brasiliana

La musica brasiliana

I turisti che visitano il Brasile non possono non rimanere colpiti dalla varietà e della bellezza della Mpb, vale a dire la mùsica popular brasileira: si tratta, evidentemente, della musica popolare brasiliana, vale a dire l’insieme dei diversi generi popolari brasiliani, inclusi quelli della musica leggera, che nel corso degli anni hanno dato vita a un genere musicale dotato di dignità propria.

Caratteristica fondamentale della musica popolare brasiliana è quella della commistione tra stili e generi differenti. Occorre notare, prima di tutto, che a seconda del contesto temporale cui si fa riferimento con Mpb si intendono concetti diversi.

In particolare, in un caso tale espressione può essere utilizzata in maniera estensiva, per definire e comprendere tutta la musica folklorica e leggera nata in Brasile dall’inizio del Novecento all’epoca attuale, e che dunque include il samba, il choro, la bossa nova, il forrò, il musica caipira, il sertanejo e i vari movimenti musicali connessi a eventi come il carnevale; nell’altro caso, tale espressione viene impiegata per identificare in maniera specifica il movimento di musica leggera che ha conosciuto un vero e proprio boom intorno alla metà degli anni Sessanta dopo la grande diffusione del pop, del rock e della bossa nova, testimoniato dal successo dei festival musicali organizzati a San Paolo e a Rio de Janeiro.

Il genere più noto a livello internazionale è senza dubbio il samba (il nome pare derivare da “semba”, espressione del dialetto angolana che vuol dire “panciata”, visto il modo di ballare il genere): quello più celebre è Aquarela do Brasil di Ary Barroso.

Il samba si è diffuso all’inizio del Novecento in quella che allora era la capitale del Brasile, cioè Rio de Janeiro, come genere alternativo fortemente influenzato dagli afrobrasiliani provenienti dallo Stato di Bahia. È proprio a Salvador di Bahia che il genere è nato: alla sua comparsa hanno contribuito le tradizioni musicali tipiche dei joruba e dei naghò, ma anche di altre etnie africane (Salvador era il porto in cui giungevano gli schiavi presi di forza dagli Stati dell’Africa occidentale).

Va detto, poi, che nel samba originario (quello, appunto, bajano) sono presenti i ritmi delle liturgie di diverse religioni africane. Proprio per questo motivo, la storia e la vita del samba sono strettamente collegate al candomblé, cioè alla religione sincretica brasiliana e africana nata a Bahia in seguito all’incrocio e all’incontro di diverse etnie, che mescolarono le proprie credenze con i simboli del cristianesimo. Non è un caso che nei testi del samba siano presenti in misura massiccia i nomi delle divinità.

I massimi interpreti del samba bajano sono stati Wilson Simonal, Dorival Caimmy e Jorge Ben Jor, ma anche Joao Gilberto, mago della contaminazione con la bossa nova. Quest’ultima non è altro che una forma di samba particolarmente sofisticata che sfrutta elaborate armonizzazioni provenienti dal jazz e dalle sue tecniche semitonali.

Insomma, la musica popolare brasiliana sa farsi apprezzare per una ricchezza quasi inesauribile: vale davvero la pena lasciarsi trascinare dai ritmi e dalle melodie sinuose dei tanti generi musicali del Paese.

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