Pelle nera e stereotipi di bellezza: la campagna contro le creme sbiancanti

Il grande cambiamento arrivò nel 1978, con il lancio di Fair&Lovely, un prodotto della Unilever che oggi vale 432 milioni di dollari. Si tratta di una crema che, se applicata con regolarità, schiarisce di diverse tonalità la carnagione. Un’innovazione molto gettonata nei paesi orientali, dove la pelle chiara è storicamente sinonimo di bellezza.

Questa convinzione nasce da una tradizione antichissima; le donne con la pelle scura venivano considerate la più bassa categoria sociale, poiché si pensava che la causa del loro colore fosse l’eccessiva esposizione al sole, inevitabile quando si lavora nei campi. Lo ha raccontato anche Jessica Simpson, nel primo episodio del suo show “The Price of Beauty“, dove incontra una giovane thailandese sfigurata dai trattamenti sbiancanti.

Proprio per evitare brutte fini come questa, Nadita Das, famosa star di Bollywood e vincitrice di concorsi di bellezza, cerca, ogni volta che ne ha l’occasione, di sconsigliare questo tipo di trattamenti, promuovendo invece l’immagine della donna scura al naturale. “Le persone come me devono sentirsi a loro agio con il proprio aspetto”, dichiara l’attrice, che vieta regolarmente a giornali e riviste che pubblicano suoi servizi fotografici di usare lo sbiancamento tramite photoshop.

Grazie a contributi come il suo, è nata la campagna “Dark is beautiful”, sostenuta da migliaia di persone e dalle associazioni e industrie cosmetiche che combattono questa tendenza nei paesi in cui si presenta. Uno dei prodotti finiti nel mirino è il pakistano “Fair & Beauty: pelle più chiara, priva di macchie in meno di 7 giorni” dice lo spot, che lo promuove anche all’estero come crema antiacne.
“Basta con gli stereoptipi”– dice invece Anu Hasan, nel video di presentazione sul sito web della campagna, “Più chiara in 10 giorni! Addio pelle scura! Non è meglio una bella tazza di caffè a tutti questi spot sui giornali del mattino?”

La lotta alla diffusione di prodotti che ossidano la pelle, che promettono schiarimento immediato, ma che a lungo andare danneggiano i tessuti è ancora agli inizi; intanto Nadita, insieme alla collega Anu Hasan, sponsorizza questa campagna, in cerca di sostegni dalle popolazioni femminili orientali.
“La pelle scura è bella, sentitevi bellissime, perché è quello che siete”.
Purtroppo l’ostacolo più grande alla battaglia contro queste convinzioni è da ritrovare nel trend della pelle chiara, ormai così radicato nelle donne da portarle a sentirsi fuori posto e a disagio nel proprio colore naturale.
Perciò il vero obiettivo è insegnare loro ad apprezzarsi, senza bisogno di cambiare. E “Dark is beautiful” nasce per questo.

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