La Rai non riesce nemmeno ad approvare i palinsesti ma ricolloca Augusto Minzolini

    Ultime 48 ore avvelenate per una Rai sempre più alla deriva: ieri il consiglio d’amministrazione si è per l’ennesima volta scontrato duramente sui palinsesti, in particolare sullo spazio del giovedì sera lasciato libero ormai da tempo da Michele Santoro. All’inizio si era proposto un rimpiazzo con il programma di Giovanni Minoli “La storia siamo noi” o, in subordine, il “trasloco” di Andrea Vianello, attuale conduttore della trasmissione di approfondimento del mattino “Agorà” su Rai3. Nella seduta di ieri sono state bloccate entrambe le soluzioni, perchè i voti favorevoli all’approvazione dei palinsesti non sono arrivati, con i quattro consiglieri di area centrodestra che hanno votato a favore, mentre quello del centrosinistra si è opposto insieme al membro nominato dal ministero dell’Economia, e la loro posizione è stata di fatto rafforzata dalle astensioni “pesanti” di Rodolfo De Laurentiis (area Udc) e del presidente Paolo Garimberti.

    Oggi, secondo le indiscrezioni, il Dg Lorenza Lei sta cercando di imbastire un accordo informale per evitare altri scivoloni, inviando ai membri del Cda il palinsesto autunnale ritoccato, lasciando ancora vuoto il “buco” nella fascia serale di Rai2 ed indicando genericamente la necessità di riempirlo con un “programma di informazione”, auspicando in prospettiva una soluzione condivisa nelle prossime settimane.

    L’unica cosa su cui il Cda si è trovato compatto, paradossalmente, è stata la nomina dell’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini a capo del coordinamento dei corrispondenti esteri, ultimo atto della travagliata vicenda che lo vedeva opporsi per vie legali al suo allontanamento dal precedente incarico. Secondo l’agenzia Agi sarebbe stato trovato l’accordo su una collocazione romana del giornalista, accantonando le precedenti proposte di trasferimento come corrispondente estero a Parigi o New York. Nonostante il ricorso in sede civile con procedura d’urgenza avesse visto soccombere al primo round il “Direttorissimo”, l’azienda sta quindi ancora cercando una ricomposizione in via amichevole della vertenza, in attesa dell’esito dell’inchiesta penale sull’uso delle carte di credito della Rai.

    Il capogruppo di Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi, non ha potuto che esprimere il suo sdegno per quanto accaduto: “Il Cda della Rai non ha ormai alcuna autorevolezza perché il suo mandato è scaduto da oltre due mesi. Il caos di un Consiglio di amministrazione in confusione è dimostrato dalla mancata approvazione dei palinsesti. Lo stesso Cda, ormai agonizzante, ha trovato però l’accordo per nominare Minzolini alla direzione corrispondenti esteri: un’offesa al buon senso, ai cittadini e alla magistratura…”

    Di certo non è un bello spettacolo a cui stiamo assistendo, quando una dirigenza ormai delegittimata prolunga la lenta agonia del servizio pubblico per continuare fino all’ultimo ad assecondare le pressioni di partiti, lobbies, potentati e minoranze molto ben rappresentate. E’ un vero peccato che anche le iniziative annunciate del premier Mario Monti siano ferme al palo, in particolar modo per gli altolà dei berlusconiani, evidentemente molto affezionati a questo sistema oppressivo di lottizzazione.

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