La rivincita di Pedrito, da riserva di lusso a trascinatore del Barca

In una difficile serata sul campo del Getafe, il Barcellona, orfano di Messi per infortunio e Neymar per squalifica, viene trascinato alla vittoria dal protagonista che non ti aspetti: Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, detto Pedrito

La partita era iniziata davvero in salita per il Barca che, dopo soli 14 minuti, si è ritrovato sotto di due reti, firmate da Escudero e Lopez, e vedeva così allontanarsi il primato in classifica a favore di un Atletico Madrid ormai chiaramente tra le favorite per il titolo in Liga.
In un momento potenzialmente molto difficile, senza Leo Messi, colui che aveva sempre tolto la squadra dai pasticci, e Neymar, l’astro ascendente blaugrana, ecco venir fuori il un “canterano” di cui spesso ci si dimentica forse troppo facilmente: Pedro. Il piccolo attaccante spagnolo infatti si è preso sulle spalle la squadra e ha messo a segno una straordinaria tripletta in soli 9 minuti, reti che sono servite a rimettere in carreggiata il Barcellona, che è andato poi a vincere 5 a 2 mantenendo così la prima posizione in classifica.

Un momento davvero speciale per un attaccante sempre troppo sottovalutato, forse perché oscurato, nel corso degli anni, dalla presenza del numero 1 al mondo.
Ai più attenti osservatori non saranno tuttavia sfuggiti alcuni dati davvero impressionanti riguardo la carriera di Pedrito. Il piccolo attaccante spagnolo, 1 metro e 69 per 64 chili, è uno dei famosi prodotti del vivaio del Barcellona, squadra in cui ha esordito nel 2007 a soli 20 anni e con la quale ha vinto davvero di tutto.
Un palmares pazzesco per un giocatore che, a soli 26 anni, può annoverare tra le sue vittorie 4 campionati spagnoli, 2 coppe di Spagna, 4 super coppe di Spagna, 2 Champions League, 2 coppe del Mondo per Club, 1 Campionato Europeo e un Campionato Mondiale. Ma il vanto più grande nella carriera del ragazzo probabilmente è il fatto di essere diventato, nel 2009, il primo calciatore al mondo a segnare in sei competizioni diverse in una sola stagione.

I titoli vinti, a differenza di quanto possono asserire le male lingue, sono stati conquistati da Pedrito con il ruolo di importante protagonista, come testimoniano le 295 presenze e i 99 goal con la camiseta blaugrana, mentre con la nazionale le presenze sono 37 e le reti 13. Una media totale di 1 goal ogni tre partite. Il suo profilo ricorda molto quello di calciatori come Ole Gunnar Solskjaer e Julio Cruz, che pur non partendo sempre titolari hanno inciso sulle vittorie delle proprie squadre (Manchester e Inter) quasi più dei titolari, anche entrando a partita in corso

I numeri eccellenti fanno di Pedrito uno dei calciatori da rivalutare nel panorama calcistico europeo.
La pensano così anche al Barcellona, società che infatti nel 2011 gli rinnovò il contratto stipulando una cospicua clausola da 160 milioni di euro, in modo da allontanare le possibili pretendenti, soprattutto in Premier League.

Questa tripletta rende i giusti meriti a questo piccolo-grande attaccante, descritto da tutti gli allenatori come un elemento fondamentale per gli equilibri tattici della squadra e come presenza negli spogliatoi.
La concorrenza di Real Madrid e Atletico Madrid non renderà certo facile la conquista della Liga spagnola, ma con un Pedrito in più in casa Barcellona possono sicuramente guardare al futuro con grande ottimismo.

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