La Russia dichiara illegale il Bitcoin

Dopo la Cina, anche la Russia dichiara guerra al Bitcoin. Un paio d’ore fa, infatti, l’ufficio del procuratore generale di Mosca ha rilasciato una dichiarazione nella quale decretava illegale la moneta virtuale più nota al mondo. Il comunicato non è stato un fulmine a ciel sereno, dato che gli intensi incontri di questi ultimi giorni tra il procuratore generale, l’FSB (servizi segreti russi, la compagnia che ha preso il posto del KGB), la CBR (Banca Centrale Russa) e il ministro degli interni russo avevano fatto pensare a una decisione molto importante da parte del governo moscovita.

Pochi erano gli ottimisti che speravano in una legalizzazione del Bitcoin a seguito di queste riunioni, viste le esternazioni del mese scorso da parte della Banca Centrale Russa, che metteva in guardia i cittadini dal Bitcoin, definito una “valuta non regolamentata da alcun governo, con alto rischio di svalutazione“. Il comunicato della CBR metteva anche in evidenza l’aspetto negativo dell’anonimato nelle transazioni in Bitcoin, considerato un possibile e probabile strumento per le organizzazioni criminali, citando anche Silk Road, il portale di spaccio di droga chiuso pochi mesi fa che accettava unicamente i Bitcoin come pagamento, e il Deep Web, luogo di nascita e proliferazione della valuta virtuale.

Nell’ex paese sovietico sarà dunque illegale fare trading e utilizzare il Bitcoin per le transazioni. Non sono ancora note le sanzione specifiche per i trasgressori.

La decisione presa dalla Russia fa discutere e pensare. Non è sicuramente un caso che sia stata comunicata nel giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Sochi, così come viene difficile non vedere questa scelta come l’ennesima “frecciatina” agli Stati Uniti, uno dei paesi più attivi in assoluto nello sdoganamento della moneta, con decine di attività che giornalmente aprono le porte al Bitcoin: da pizzerie a rivenditori di auto, passando per i siti di gaming online. Recentemente, è anche trapelata la notizia della possibile legalizzazione e tassazione del Bitcoin negli USA. Che fossero voci fondate o meno non è dato sapere, certamente il Senato americano sta osservando da vicino le vicende di questa moneta, con l’intenzione di prendere una netta posizione giuridica e fiscale il prima possibile.

Intanto la Russia ha anticipato gli americani e gli effetti di questa scelta sono imprevedibili, come sempre quando si parla di Bitcoin. Tuttavia, sembra scontato un importante calo nel valore della moneta, considerando che molti siti di trading si appoggiano, per i pagamenti, a portali che hanno sede fiscale in Russia.

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