La seconda vita di Robert Kubica

“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova”: Robert Kubica deve aver dato poco credito a questo detto popolare italiano quando ha deciso di lasciare i larghi ed asfaltati circuiti della Formula 1 per dedicarsi a tempo pieno ai polverosi sentieri dei Rally. E i risultati sembrano dare ragione al 29enne di Cracovia se è vero che, dopo aver vinto il mondiale WRC2, è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nei rally dei “grandi”: è ufficiale, infatti, il suo ingaggio al volante di un Ford Fiesta ufficiale per il mondiale 2014 nel World Rally Championship, massima categoria rallistica.

La notizia era nell’aria da diverso tempo, tanto che alcuni giorni fa Malcom Wilson, ex pilota ed attuale manager della M-Sport, il settore della Ford che si occupa dei rally, aveva dichiarato: “Dovete guardare al modo in cui Robert si è preparato al Rally di Gran Bretagna per capire cosa significava tutto ciò. Ha desiderio è fame che non si vedono in tanti piloti e credo fermamente che abbia tutto quel che serve per guidare questo team”.

In realtà il “battesimo” di Kubica su una vettura del WRC c’è già stato in questa stagione, una volta raggiunto l’obiettivo del titolo mondiale WRC2 con una gara di anticipo. Proprio i risultati ottenuti in questa categoria e lo scrupolo con il quale il polacco prepara ogni gara hanno convinto i vertici della casa statunitense ad affidargli il volante della vettura ufficiale, affiancandolo ad un pilota esperto del calibro di Mirkko Hirvonen, 33enne finlandese 4 volte vicecampione del mondo.

D’altronde il rischio e la velocità sono sempre stati nel sangue e nel cuore del pilota polacco, uno dei più promettenti prospetti che la Formula 1 abbia proposto negli ultimi anni. Seppur al volante di vetture di secondo piano, Kubica si è dimostrato sempre veloce e competitivo, spesso in grado di lottare con i primi, come dimostrano i 7 podi nelle sue 5 stagioni alla guida di Sauber e Renault. Autore di gare sempre coraggiose, al limite dell’incoscienza che lo porteranno ad alcuni spettacolari incidenti (su tutti quello nel Gran Premio del Canada del 2007), paga questa sua foga con un terribile schianto in un Rally di fine stagione in Liguria nel 2010. Fratture multiple alle gambe, un terribile trauma cranico e, soprattutto, la quasi perdita di una mano, lo porteranno a 2 mesi di ospedale e alla quasi impossibilità di un ritorno alle corse.

Ma il cuore di un pilota, si sa, vive di rischi e dimentica in fretta gli eventi negativi: una riabilitazione lunga e coraggiosa gli permettono, gradualmente, di tornare alla guida di una vettura Rally fino ai risultati ottenuti quest’anno e all’ottenimento del volante nel WRC per la stagione prossima. La sua tenaci, il modo minuzioso in cui prepara vettura e gara e, non ultimi, i suoi risultati gli hanno prodotto riconoscimenti anche a livello della FIA: il massimo organismo automobilistico internazionale, infatti, non ha potuto far altro che registrare il ritorno ad alti livelli del pilota polacco nominandolo “personaggio dell’anno” per il 2013, davanti a personaggi del calibro del 4 volte campione del Mondo di Formula 1 Sebastian Vettel e del 7 volte campione Rally Sebastien Loeb.

Kubica sa che il suo ritorno alla Formula 1, desiderio non troppo nascosto ma ancora lontano dal realizzarsi per il non completo recupero della mano destra, passa attraverso la costanza e i risultati che riuscirà ad ottenere nei Rally e la stagione 2014 diventa per lui, a questo punto, cruciale. Le altre scuderie dei Rally, Subaru e Citroen su tutte, sono avvisate: per la prossima stagione bisognerà fare i conti anche con questo 29enne polacco veloce e spericolato, a cui il mondo dei motori sembra finalmente voler ridare quanto gli è stato così crudelmente sottratto.

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