La tragedia infinita dei migranti: cinquanta morti nel Canale di Sicilia

Non si fa in tempo nemmeno a recuperare i morti dello scorso tre ottobre, che un altro barcone, secondo le prime agenzie di stampa con duecentocinquanta profughi a bordo, naufraga al largo delle coste lampedusane, in acque maltesi. Secondo le dichiarazioni del capitano di fregata Luca Pirozzi, comandante della nave Espero della Marina Militare, rilasciate all’Adnkronos “Sui numeri c’è ancora incertezza”.

L’allarme è stato lanciato da un mezzo maltese il cui equipaggio ha letteralmente visto affondare l’imbarcazione carica di migranti. Sul luogo dell’affondamento, a 60-70 miglia a sud di Lampedusa sono accorse due navi della Marina militare che con i rispettivi elicotteri che hanno lanciato in mare scialuppe autogonfiabili e salvagenti, come viene riportato sul sito de Il Fatto quotidiano.

Alla Marina militare, per velocizzare e aiutare i soccorsi, si sono aggiunti mezzi della Guardia costiera, e una motovedetta maltese. Sono anche partite da Lampedusa due motovedette della Capitaneria di porto e due motovedette e un elicottero della Guardia di finanza. Verso il punto del nuovo naufragio sono stati dirottati anche alcuni mercantili.

Fermo restando l’incertezza sui numeri, al momento sarebbero stati portati in salvo duecento persone mentre sarebbero stati avvistati in mare dodici cadaveri.
Il rovesciamento di questo barcone sembrerebbe essere stato causato dalla troppa agitazione nei naufraghi che, nel tentativo di farsi avvistare da un elicottero maltese, avrebbero causato il capovolgimento dell’imbarcazione e la loro relativa caduta in mare. Il capovolgimento del natante sarebbe avvenuto intorno alle 17.15.
Nel frattempo, le vittime del naufragio della scorsa settimana salgono a trecentotrentanove.

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