La violenza sui bambini causa aggressività e problemi di linguaggio

Un’esperta di salute, la dott.ssa Miriam Stoppard, ha dichiarato che un recente studio mostra come i bambini di cinque anni siano più propensi a comportarsi in modo aggressivo.
Picchiare i bambini non serve poi a granché: si è dimostrato più e più volte che la violenza sui piccoli sia inutile e dannosa e non abbia alcun fine educativo.

Un team della Columbia University di New York ha utilizzato i dati provenienti da uno studio fatto su bambini nati in 20 città degli Stati Uniti tra il 1998 e il 2000, comprendente circa 1.900 casi.
I genitori sono stati intervistati in merito al “dare botte” quando i loro figli avevano 3 e 5 anni

6 madri su 10 e 4 padri su 10 dicono che picchiavano i propri figli quando avevano 3 anni. Dati che, invece, sono scesi a 5 madri su 10 e 3 padri su 10 nel caso i piccoli avessero 5 anni.

I bambini si sono comportati in maniera diversa a seconda dei due casi: più vivaci, violenti e più aggressivi se erano stati schiaffeggiati dalle loro madri all’età di 5 anni, sia regolarmente sia occasionalmente.
Essere picchiati dalle proprie madri almeno due volte a settimana portava invece un aumento di “due punti” su una scala di 70 punti di comportamento problematico nell’individuo.

La violenza sui bambini non solo è causa di deviazioni nel comportamento, verificabile semplicemente dallo “stare insieme” ad altri compagni, amici o familiari, ma causa anche problemi nell’uso di parole, qui nello sviluppo del vocabolario, ma porta anche nella timidezza. Picchiare i bambini non funziona, urlare non funziona, il ragionamento sì. Con la violenza i bambini imparano che si possono colpire le persone con la forza per ottenere ciò che si vuole.

Perché continuare a “minacciare il lupo cattivo”, picchiare e “dare botte” sulla pelle delicata e innocente dei piccoli? Perché continuare a fare del male? Perché non capire?

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