La vittoria di Obama: le reazioni dal mondo della Finanza e dall’Italia

Obama ce l’ha fatta: è stato rieletto presidente degli Stati Uniti, anche superando le attese come scarto nei confronti dell’avversario repubblicano Romney. Con questo articolo vogliamo andare già oltre, andando analizzare le reazioni che più ci interessano: quelle della politica italiana e quelle del mondo della finanza globale.

Iniziamo dall’Italia, dove i partiti di centro-sinistra, compreso Vendola, applaudono al risultato americano. Esultano Bersani, Renzi e tutto il Pd. Dal centro-destra i toni sono meno imponenti, ma tutti si congratulano con Obama, e fanno i complimenti al sistema elettorale americano che permette direttamente al popolo di decidere il proprio presidente.  Per Fini una vittoria dei repubblicani avrebbe portato ad una virata isolazionista degli Usa, mentre Berlusconi plaude ad un confronto politico molto avanzato e moderno. Sempre all’interno del Pdl Antonio Martino invece è uno dei pochi che si era schierato apertamente per Romney, accusando Obama di statalismo, e di aver aumentato le tasse per sovvenzionare l’assistenzialismo. Il Presidente della Repubblica Napolitano invita la politica italiana ad ispirarsi ai toni, al fair play ed all’educazione di quella americana. Festeggia anche Beppe Grillo, ospitando nel suo blog un post di Michael Moore.

Per Obama arrivano invece subito grattacapi dal mondo della Finanza, che già in giornata ha visto la minaccia delle agenzie di rating Moody’s e Fitch di togliere la tripla A agli Stati Uniti, se non verranno messe in atto immediatamente azioni per ridurre il debito pubblico. In caso contrario infatti in automatico scatterebbero tagli imponenti alla spesa pubblica e l’aumento della tassazione, con conseguente crollo della ripresa economica. Male anche le borse.

Riuscirà Obama a barcamenarsi con successo nei tanti problemi attuali della più importante economia del Mondo, i cui riflessi si condivideranno in tutta Europa? Riuscirà a ridare alla politica l’ìndipendenza ed il potere nei confronti delle lobbies del mondo economico, che stanno tenendo sempre più sotto scacco milioni e milioni di persone in tutto il Mondo?

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