L’Atalanta nel gotha delle cantere europee

Non è la prima volta nella sua storia e quindi la conferma che anche in Italia un buon calcio è ancora fattibile. L’Atalanta è nuovamente presente nella classifica europea dei migliori vivai, stilata dall’Osservatorio Internazionale degli Studi Sportivi. Un segno che l’Italia ha ancora un’immagine e c’è ancora a livello europeo anche se continua ad arrancare. Considerando le altre formazioni presenti in graduatoria la cosa che risalta è che non c’è nessuna big di serie A. Un vero fallimento se si pensa che ci sono Barcellona, Real Madrid, Arsenal, Manchester o Bayern e non c’è nessuno tra Juventus, Inter, Milan ma anche Roma e le altre.

Sportivamente non è accettabile che una delle poche squadre a fare un settore giovanile come si deve sia solo l’Atalanta, formazione storica della serie A ma non di certo una società abituata a grandi traguardi. Il vivaio nerazzurro ha solo da vantarsi per i talenti sfornati nella sua storia. Probabilmente l’ambiente bergamasco aiuta a crescere o forse c’è una società dietro che non è solo serie A ma anche settore giovanile ed una dirigenza che cura ogni più piccolo dettaglio. Far crescere un ragazzo dal settore non è facile perché per sfondare, oltre alle qualità tecniche servono quelle mentali che poi risultano fondamentali ai fini di una carriera.

Da Bergamo raramente sono uscite teste pazze, magari non tutti hanno sfondato ma il calcio non è una teoria esatta. Ci si può vantare di Gaetano Scirea e Roberto Donadoni, stelle in Juventus e Milan ma da quella “cantera” sono usciti anche elementi del calibro di Pazzini o Montolivo, ora insieme in rossonero. Certo non tutti hanno avuto una carriera da campioni ma anche qui emerge fuori il limite più grande dei nostri top club. Gli attuali giocatori del Milan sono approdati in una Grande a 27 anni, quando ormai erano già formati anche mentalmente e lo scatto da promessa a campione forse non si poteva più fare. Restano però ottimi giocatori ed in casa Atalanta c’è solo una grande soddisfazione per aver avuto il merito di crederci fin dal primo momento.

Insieme a loro tanti altri hanno avuto la fortuna di crescere in un ambiente del genere. Possiamo pensare ad Ivan Pellizzoli o Massimo Donati per non dimenticare i fratelli Zenoni e per ultimo Manolo Gabbiadini, ora in forza alla Sampdoria ma in orbita Juventus. Un modo per dimostrare che si può ancora lavorare bene, basta crederci e basare la propria politica sul settore giovanile. Un lavoro dietro i riflettori, un lavoro che non sembra avere meriti immediati e non ha nomi sulla cresta dell’onda. L’Atalanta però se né sempre infischiata ed ha continuato in questa direzione. Magari non ci vinci uno scudetto ma in quella speciale graduatoria potrai dire di aver messo dietro squadre come Juventus o Milan, e non è poco.

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