Lazio: polveri bagnate in Europa League

La Lazio affronta la terza partita di Europa League con l’obiettivo di vincere per continuare il cammino in coppa e ritrovare lo spirito di squadra, che nelle ultime uscite è mancato ai biancocelesti.
L’obiettivo è quindi sfatare il tabù trasferta, con la Lazio mai vincente fuori dalle mura dell’Olimpico in questa stagione.

L’undici scelto da Petkovic, che deve rinunciare alla fantasia di Candreva, prevede il solito Marchetti in porta; Novaretti e Cana centrali difensivi, Cavanda e il ritrovato Radu sugli esterni, con il romeno che torna padrone della fascia sinistra dopo due mesi di assenza forzata.
Centrocampo di qualità con Hernanes, Ledesma ed il Tata Gonzales a supportare la fantasia di Ederson e del giovanissimo Keita, piacevole sorpresa delle prime sortite in coppa, i quali avranno il compito di innescare l’unica punta Floccari.

L’Apollon Limassol presenta un 11 più modesto ma spera di far valere il fattore campo e si affida alle giocate di Sangoy e Meriem, i giocatori più talentuosi della formazione cipriota.

Dopo i primi minuti di assestamento la Lazio prende il controllo del match ed inizia ad impostare il proprio ritmo.
Hernanes al 25′ sfiora la rete con un tiro che, deviato, si spegne sul fondo.
Sugli sviluppi del calcio d’angolo Radu spizzica la parabola disegnata da Keita ma Ederson a pochi passi dalla porta non riesce a trovare la deviazione vincente.
Il primo tempo si conclude a reti inviolate con una Lazio che ci prova ma non trova il guizzo vincente.
Gli uomini di Petkovic si dimostrano nettamente superiori ai ciprioti ma Floccari viene sempre marcato con decisione dai centrali difensivi avversari; molto bene il giovane Keita, tra i più propositivi insieme ad Hernanes ed Ederson.

La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo con la Lazio che costringe l’Apollon nella propria metà campo.
Nonostante un discreto avvio i biancocelesti calano con il passare dei minuti ed a sorpresa al 57′ sono proprio i padroni di casa a sfiorare il vantaggio con Papoulis che alza sopra la traversa dopo un erroraccio di Cavanda.
Petkovic prova ad inserire Perea per Floccari e Felipe Anderson per Keita cercando nei giovani talenti il guizzo vincente ma i biancocelesti non riescono più a garantire l’incisività dimostrata nel primo tempo ed un’altra palla persa ingenuamente da Cavanda porta al contropiede Meriem che di poco non trova il clamoroso vantaggio dei padroni di casa.
Con il passare dei minuti la spinta laziale cala del tutto e l’Apollon riesce a strappare un pareggio davvero prestigioso e sotto certi punti di vista inaspettato.

La Lazio perde così l’occasione di sfatare il tabù trasferta e di allungare, proprio ai danni dei ciprioti, la propria posizione in classifica.
Agli uomini di Petkovic non è mancata la voglia di imporre la propria superiorità ma le soluzioni offensive si sono rivelate inadeguate, soprattutto nel passaggio decisivo.
Ed infatti è proprio il tecnico svizzero ad ammettere, a fine partita, come ai suoi giocatori sia mancata la cattiveria necessaria per trasformare in goal le tante occasioni sprecate, soprattutto nel primo tempo.
I biancocelesti affronteranno il ritorno tra 2 settimane all’Olimpico di Roma con la consapevolezza che una vittoria vorrebbe dire presumibilmente staccare un posto per la fase ad eliminazione diretta dell’Europa League.

Vladimir Petkovic non allontana quindi le critiche e la partita di campionato contro il Cagliari dovrà necessariamente dare quelle risposte che i tifosi laziali, perplessi dopo questo inizio di stagione incerto, si aspettano.

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