Le iniziative sessiste e non per l’8 marzo

Sabato 8 marzo sarà la festa della donna. Le iniziative che vi sono nelle città italiane sono ovviamente innumerevoli, ma ve ne sono alcune “particolari”.

Come quella che si tiene nel capoluogo della Lombardia, dove presso la Falegnameria di Cascina Cuccagna il gentil sesso avrà la possibilità di imparare ad utilizzare strumenti di uso quotidiano come trapano, seghetto e sparachiodi, oltre ad avere l’onore di apprendere come si appende un quadro o si monta una mensola. Attività insomma da veri uomini. Ma le donne – si sa – devono essere in grado di fare tutto.

E fra le cose che il sesso femminile sa fare veramente bene vi sono sicuramente le sfilate di moda. Ecco così che la città di Torino ha deciso di ospitare per il giorno delle mimose una sfilata presso l’Hiroshima Mon Amour. Un’iniziativa volta a sostenere i diritti delle donne in Senegal, Guatemala ed Haiti e che vedrà come protagonisti capi di abbigliamento di ogni stile, da quello vintage a quello moderno. Quest’idea nasce con l’intento di unire l’attenzione ai consumi con l’impegno sociale: gli abiti sono infatti realizzati a partire da vestiti che non piacciono più o sono fuori taglia e il loro acquisto a prezzi modici consentirà un reale gesto di solidarietà femminile.

Sempre per rimanere in tema di solidarietà fra donne a Napoli il grande artista Massimo Ranieri ha deciso di aderire per l’8 marzo all’iniziativa “Posto Occupato”, una realtà nata dalla rivista online La Grande Testata che ha come obiettivo quello di aiutare concretamente tutte le donne vittime di violenza.

Sempre la città partenopea propone per tale data un progetto dal titolo “Zeromimose”, promosso dall’assessore ai giovani Alessandra Clemente e che prevede la sensibilizzazione delle donne sul reale significato di questa giornata, ovvero la commemorazione del cammino fatto fino ad oggi dalla donna per sentirsi libera e rispettata. Una iniziativa dunque positiva, che va al di là della tipica concezione consumistica ed ipocrita che al giorno d’oggi si ha di questa celebrazione.

Essendo la festa della donna però, non mancheranno di certo feste e divertimenti notturni. E così la cooperativa 3570 che opera nella città di Roma ha deciso che per l’8 marzo le donne non dovranno pagare il servizio taxi. Quest’iniziativa è, a dire della cooperativa, una trovata pensata per non lasciare che le signore aspettino per strada da sole, grazie all’attivazione di una linea dedicata e prioritaria. Come se le donne uscissero di casa solo l’8 marzo e solo quel giorno dovessero aspettare da sole un taxi.

L’unica cosa che bisogna davvero ricordarsi è che donne andrebbero rispettate, aiutate e amate non solo in questo giorno di festa – con anche alcune iniziative abbastanza ipocrite e sessiste – ma ogni giorno dell’anno.

[Credit Foto: Alessandro Barcella – http://www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=303885]

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