Locandine, le più belle del 2013

Quando si arriva al multisala e si è indecisi sul film da vedere, cosa si fa solitamente? Si guardano le locandine, per capire quale tra di loro è in grado di suscitare in noi maggiore curiosità. Capita poi spesso che la pellicola scelta non mantenga le aspettative suscitate dal poster, il più delle volte a causa della bellezza di quest’ultimo. Perchè le locandine, spesso, costituiscono un’arte a sè stante.

Passiamo dunque in rassegna i manifesti più belli di questo 2013, selezionando i migliori dieci.

HER

her

Il viso già naturalmente peculiare di Joaquin Phoenix (fratello di River) assume tratti ancor più stranianti se accompagnato da baffi retro e sfondo ad unica tinta sgargiante, che incornicia un volto malinconico e due occhi di glaciale profondità. Il bizzarro Spike Jonze (Essere John Malkovich) ha scelto questa combinazione, essenziale ed efficace, per il poster del suo ultimo Her, in cui vedremo (anzi, sentiremo) anche la voce di Scarlett Johansson.

JOBS

Salutato come flop da critica e pubblico a stelle e strisce e arrivato in sordina in Europa, il biopic di Joshua Michael Stern con Ashton Kutcher nei panni del guru di Cupertino, vede proprio il primo pano di Steve Jobs nel manifesto rappresentativo, che viene inoltre impreziosito da atmosfere futuristiche e da una frase: “Alcuni vedono ciò che è possibile, altri cambiano ciò che è possibile”.

IN TRANCE

La locandina dell’ultima fatica di Danny Boyle (Trainspotting, The millionaire) nella sua versione britannica è semplicemente un gioiello, col protagonista James McAvoy fotografato nella sua delirante espressione, disintegrata dalle strisce che compongono un mosaico metà menzogna metà realtà.

THE INCREDIBLE BURT WONDERSTONE

Mezzo flop negli USA, in Italia doveva arrivare a metà anno, poi l’uscita è stata spostata a data da destinarsi. Eppure Burt Wonderstone merita un’occhiata già solo per i suoi tre protagonisti impressi sulla locandina: Steve Carell, la star dello show, Steve Buscemi, la spalla e Jim Carrey, il guastafeste.

SACRO GRA

Il drama-doc di Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Venezia) si preannuncia fuori dagli schemi già dal poster, raffigurante un insetto sulla piantina della capitale. Un manifesto essenziale ed incisivo, come il film.

IL GRANDE GATSBY

I ruggenti anni ’20 di memoria fitzgeraldiana rielaborati da Baz Luhrmann con stile glamour e ritmo travolgente, come un video di Lady Gaga. In “copertina”, accanto ai caratteri retro-futuristici, spicca la figura di Jay Gatsby/Leonardo Di Caprio, circondato dai comprimari.

MOOD INDIGO – LA SCHIUMA DEI GIORNI

Michel Gondry firma una pellicola bizzarra e dolcissima, presentata da un’immagine subacquea dei protagonisti, Romain Duris e Audrey Tautou, alle prese con l’incessante scorrere della vita, tra sogno e realtà.

HOLY MOTORS

Un altro talento francese, Lèos Carax, realizza un’opera decisamente anticonformista e a suo modo geniale. La locandina di Holy Motors, sotto il titolo che campeggia con caratteri al neon, vede Eva Mendes al centro di un quadro che comprende gli altri straordinari ed enigmatici personaggi del racconto, molti dei quali interpretati dal camaleontico Denis Lavant.

I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY

Tra i tanti bei poster dell’ultima fatica di Ben Stiller, abbiamo scelto il primo, il teaser, capace di combinare la bellezza dell’immagine con l’essenza di ciò che il film mostrerà e che la frase in alto (“Smetti di sognare, inizia a vivere”) rappresenta al meglio.

GRAVITY

Il campione d’incassi 2013, rappresentante di un cinema a suo modo epocale, non poteva che essere introdotto da una locandina potente, evocativa, che immerge chi guarda nel buio vuoto cosmico.

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