Lega, indagato il tesoriere Belsito: truffa ai danni dello Stato

Un terremoto giudiziario si abbatte sulla Lega Nord: il tesoriere del Carroccio Francesco Belsito è indagato per appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’inchiesta è portata avanti in maniera congiunta dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria che hanno disposto la perquisizione dell’ufficio Belsito in via Bellerio, eseguita questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza e i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma. Insieme al tesoriere nel registro degli indagati ci sono anche Stefano Bonet e Paolo Scala: le indagini si concentrano sui finanziamenti ricevuti dalla Lega come rimborso elettorale.

Per quanto riguarda il filone di indagine lombardo l’inchiesta è partita da alcune transazioni finanziarie di Scala e Bonet: da queste gli inquirenti sono arrivati a contestare l’appropriazione indebita in relazione agli investimenti in Tanzania, con soldi sottratti al partito di Bossi. Per quanto riguarda il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, le accuse fanno riferimento a un utilizzo illecito dei rimborsi elettorali.

Nelle indagini condotte dalla Procura di Napoli, l’ipotesi di reato è invece quella di riciclaggio:  nell’inchiesta è coinvolto un uomo di affari veneto che avrebbe degli interessi anche nella città partenopea. Le perquisizioni mirano a reperire documenti intercorsi proprio tra l’uomo di affari veneto e Belsito.  Ipotesi di riciclaggio anche nel filone reggino dell’inchiesta: gli inquirenti ritengono, infatti, che il tesoriere del Carroccio sia legato a un intermediario ligure, Romolo Girardelli, che avrebbe contatti con esponenti della cosca De Stefano, una delle più potenti di Reggio Calabria.

Indignata la reazione di Roberto Maroni che invoca le dimissioni di Belsito e invita i vertici del partito a fare piazza pulita: “Le dimissioni di Belsito erano già state chieste e chi doveva decidere non lo ha fatto. Ora – continua l’ex ministro degli Interni – c’è l’occasione giusta per fare pulizia. Spero che questa brutta vicenda induca l’amministratore a rendersi conto che non può più rimanere al proprio posto”.

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