Libri digitali: studiare costa meno

La decisione. Il 27 settembre il Ministro Carrozza ha firmato il Decreto secondo il quale si prevede un passaggio graduale dai libri di testo ai libri digitali nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Si dovrà aspettare l’anno scolastico 2014/2015 per togliere agli alunni il peso di quelle cartelle stracolme di libri, sostituite da un dispositivo elettronico che di quei testi ne può contenere a centinaia.

I tetti di spesa. Il cosiddetto passaggio all’era digitale favorirà l’abbassamento dei tetti di spesa per gli insegnanti che adotteranno e-book e versioni miste. In realtà, per il momento, la decisione del Ministro Carrozza toccherà solo le classi con tetti di spesa più alti, ovvero le prime medie e le prime e terze superiori, le quali vedranno un abbassamento dei tetti di spesa del 10% qualora decidessero di adottare testi in forma mista, metà cartacea e metà digitale. Il risparmio sarà del 30% per gli insegnanti che opteranno per l’adozione di testi digitali.

Le caratteristiche dei nuovi libri. Altre novità toccheranno il passaggio graduale all’era digitale nelle scuole: il testo scolastico dovrà essere fruibile su qualsiasi tipo di supporto digitale, che esso sia un tablet, un pc o una lavagna interattiva, e di qualsiasi marchio. In caso di necessità di particolari software per la fruizione degli e-book, gli alunni dovranno poterli scaricare gratuitamente dal sito dell’editore. I contenuti dei libri digitali dovranno essere semplificati, non più colmi di dati superflui che appesantiscono solamente lo studio dell’argomento. I testi dovranno essere accompagnati da animazioni, tabelle e contenuti audio e video.

Il rovescio della medaglia. Se da una parte la novità del decreto Carrozza favorirà l’educazione delle nuove generazioni con un risparmio notevole di denaro, non mancano dall’altro lato le lamentele e i pareri contrari alla decisione del Governo Letta. Ernesto Belisario, noto avvocato esperto di nuove tecnologie, intervistato da Wired, ha esposto due punti fondamentali che mostrano i punti deboli del d.m.: l’Italia viaggia con netto ritardo rispetto agli altri paesi dell’Unione. “Tra due anni – afferma l’avvocato – questa innovazione sarà già vecchia e l’Italia rimarrà indietro“. Un altra questione che si solleva è la dotazione di computer e connessioni adeguate nelle scuole. Fornire le attrezzature agli istituti comporterebbe una spesa immensa che poche scuole possono permettersi.

Insomma, un decreto pieno di “contro” quello del Ministro Carrozza all’interno della Riforma scolastica. Una decisione che appare “ritardataria” se vogliamo che il Paese sia alla stregua degli altri stati europei in fatto di innovazione; e tutt’altro che equilibrata, non tenendo conto delle difficoltà degli istituti meno abbienti.

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