L’importanza di chiamarsi Pelé

Edson Arantes do Nascimento detto O Rei. In breve, per tutti gli appassionati di calcio e non, Pelé. Sarà il gusto della suspense che porta ad iniziare gran parte dei discorsi su uno dei calciatori più forti di tutti i tempi dai nomi, per poi concludere con il nomignolo universalmente noto (e il meno apprezzato dal diretto interessato). D’ altronde il personaggio in questione non può passare in secondo piano. Parlano per lui le giocate sul campo, le vittorie con il Santos, i New York Cosmos e naturalmente la nazionale brasiliana, con cui conquistò l’ allora Coppa Rimet, poi divenuta Coppa del Mondo, nel 1958, nel 1962 e nel 1970. Dal nome agli altri titoli e statistiche il passo è quasi sempre d’obbligo: record di reti realizzate in carriera (1281 su 1363 partite), calciatore del secolo, ambasciatore del calcio. Non meno importante, una figura assai attiva nel sociale grazie al proprio ruolo icona.

Stavolta, assieme ai canonici dati appena menzionati, anche una foto.

Foto Screenweek
Foto Screenweek

Elevazione acrobatica in aria; sguardo attonito del piccolo pubblico che assiste alla prodezza; uno scenario di povertà. In un periodo particolarmente favorevole al mondo sportivo dal punto di vista cinematografico, se si pensa al recente Rush per la Formula 1, ecco giungere da oltreoceano una foto del giovanissimo Leonardo Lima Carvalho in azione. A questo punto, il puzzle si completa: a lui il delicato compito di rappresentare volto (e piedi) del campione brasiliano dai 10 a 13 anni in un film sulla sua vita.

Ai fratelli Michael e Jeff Zimbalist, dopo aver indagato ne “I due Escobar” i legami fra calcio e narcotraffico colombiano ai Mondiali del 94, la regia del film incentrato sull’ infanzia del brasiliano, quando era soprannominato Dico e giocava con un pallone di stracci per i vicoli di Bauru, e poi sulla sua adolescenza, fino all’ esplosione nel Mondiale del 58 grazie alla vittoria finale sulla Svezia. Era il giocatore più giovane del torneo.

Produttore esecutivo e mentore del progetto lo stesso fuoriclasse Edson Arantes do Nascimento, di cui ricordiamo la partecipazione cinematografica al celebre “Fuga per la vittoria” del 1981 accanto a Sylvester Stallone.

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