L’importanza e la difficoltà di chiamarsi Mario Balotelli

Chiamarsi Mario Balotelli nel Paese del calcio e del gossip non è esattamente il mestiere più semplice che ci sia. Sei considerato da tutti il giocatore più rappresentativo di una Nazionale con tradizione, storia e prestigio; un simbolo dell’integrazione sociale che in te ha riposto le speranze e ha trovato il perfetto testimonial per un lungo processo culturale; uno degli sportivi più pagati e in vista in un momento di crisi economica acuta che ha messo in ginocchio tutta la Nazione.

Un peso enorme riposto sulle spalle di un ragazzo di soli ventitré anni, se si pensa anche all’accanimento quotidiano della stampa e di un’attenzione mediatica pronte ad accendere le luci dei riflettori ogni tuo passo, ogni tua affermazione.

Ma, se tante volte può capitare di poter soltanto subire passivamente determinati trattamenti, dovuti soltanto ad esigenze di copertina e copie vendute (come quelli relativi alla vita privata e alle love story con frequenza quasi mensile) tante altre non si fa nulla per evitarli, usando un eufemismo. Perché i cameraman che riprendono il tuo arrivo fanno solamente il loro mestiere, come gli inservienti di Capodichino che si occupano di gestire il traffico passeggeri all’interno dell’aeroporto. E lo stesso valeva per quelli di Linate qualche mese fa, o per i parcheggiatori scherniti all’arrivo in discoteca.

In questi giorni su Balotelli ci sono state molte esagerazioni, anche se lui alle volte se le cerca” – sono state le parole in conferenza stampa del ct della Nazionale Cesare Prandelli, dopo una lunghissima settimana che ha visto l’attaccante rossonero al centro di tante critiche e polemiche accuse per l’ennesima volta, iniziata con l’episodio alla stazione a Napoli e conclusasi, per ora, con il tweet di ieri mattina, in cui il centravanti azzurro sfogava tutta la rabbia e la tensione accumulata.

E ovviamente chi più ne ha, più ne metta. Ha voluto dir la sua su radio24 (e ne avremo fatto volentieri a meno) anche la showgirl Martina Colombari, moglie dell’ex calciatore Billy Costacurta “Non riesco a difenderlo. Dice che ce l’hanno tutti con lui, ma dovrebbe chiedersi perché. Litiga con tutti, anche con le persone che lavorano, coi cameraman. Si comporta da maleducato, lo dico anche a mio figlio Achille” – ha aggiunto l’ex Miss Italia – “nessun grande calciatore si permetterebbe di fare quello che fa Balotelli. Se sei un simbolo devi dare il buon esempio. Invece Balotelli ne fa troppe, ma la colpa è di chi gliele fa fare“.

Un ciclone che fa fatica a placarsi, anche dopo l’arrivo della notizia che Super Mario non sarà in campo al rientro in campionato contro l’Udinese e forse nel big match di martedì al Camp Nou contro il Barcellona. Un vortice di polemiche alimentate ora per ora attraverso le televisioni, i giornali, i social network.

Chiamarsi Mario Balotelli in questo Paese costituisce sicuramente un privilegio che non tutti hanno, una fortuna in termini economici e di immagine, con auto di lusso e serate folli. Ma nello stesso tempo, chiamarsi in quel modo porta con se anche tante responsabilità e oneri che non tutti sono in grado di sobbarcarsi sulle spalle. E’ tempo di scegliere cosa si vuole fare da grandi, un paese intero lo richiede.

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