Linguine alla puttanesca

    Salve a tutti!

    Un’altra giornata uggiosa, con tutto questo freddo finorò col prendermi un raffreddore…mmm…ci vorrebbe un bel piatto piccante per dare la carica ed aiutare i miei poveri bronchi…beh la puttanesca è un classico che non tramonta mai! 😀

    Ingredienti
    320g linguine,
    300g pomodorini,
    60g olive nere,
    30g capperi,
    30g alici salate,(Facoltativo)
    olio extra vergine d’oliva,
    2 spicchi d’aglio,
    prezzemolo tagliato,
    peperoncino piccante,
    sale.

    Procedura
    Soffriggete l’aglio con il peperoncino, aggiungete le alici tagliate a filetti (pulite dal sale) e cuocete a fuoco lento. Aggiungete poi i pomodorini tagliati a pezzi e cuocete a fuoco forte insieme alle olive snocciolate ed ai capperi. Bollite le linguine e scolatele quando non sono ancora ben cotte, versatele nella salsa mischiate ed aggiungete il prezzemolo tagliato.

    Gli orfani Baudelaire adottati da uno zio crudele e spietato preparano la cena, in piedi di fianco al tavolo tossiscono per richiamare l’attenzione.

    -Che c’è?Che volete?- domanda lo zio Olaf.

    -La cena è pronta- risponde timidamente Violet Baudelaire

    -Puttanesca!- spiega Klaus.

    -Come mi hai chiamato?- esclama Olaf allibito e fuori di sè.

    -Dal film “Una serie sfortunata di eventi”-


    Le spezie:

    IL PEPERONCINO

    Il nome latino “Capsicum” deriverebbe da “capsa“, che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma della bacca che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Altri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che “morde” la lingua quando si mangia.

    Pare che secondo i reperti archeologici già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Perù e del Messico

    In Europa il peperoncino giunse grazie a Cristoforo Colombo che lo portò dalle Americhe nel 1943.

    Curiosità: La sensazione di bruciore che percepiamo, tanto più intensa e persistente quanto più il peperoncino è piccante, in realtà non esiste, nel senso che non si ha un aumento di temperatura nella nostra bocca. La capsaicina interagisce semplicemente con alcuni termorecettori presenti nella bocca, nello stomaco che mandano un segnale al cervello come se la nostra bocca o il nostro stomaco “bruciasse”.

    Al contrario di quanto si crede comunemente, non sono i semi, ma la membrana interna, la placenta, che contiene la maggior parte di capsaicina: quindi è quasi inutile togliere i semi per ridurre la piccantezza del frutto, mentre è consigliabile togliere la placenta.

    I peperoncini sono ricchi in vitamina C e hanno  un forte potere antiossidante, e questo gli è valso la fama di antitumorale. Inoltre, il peperoncino si è dimostrato utile nella cura di malattie da raffreddamento come raffreddore, sinusite e bronchite, e nel favorire la digestione. Queste virtù sono dovute principalmente alla capsaicina, in grado di aumentare la secrezione di muco e di succhi gastrici.

    Un bicchiere di latte freddo, sorseggiato lentamente, è senz’altro il “rimedio” migliore all’eccessiva piccantezza, da tenere a portata di mano per l’assaggio di salse piccanti o peperoncini sconosciuti. Molto efficace anche mangiare del pane, specie la mollica, perché rimuove meccanicamente il peperoncino dalla bocca. Ber acqua invece tende ad ampliare il senso di bruciore.

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